Estorsione a un immobiliarista, due arresti e tre indagati a Torino.

Estorsione a un immobiliarista

Una tentata estorsione a un immobiliarista torinese ha portato all’arresto di  S.M. cinquantatrenne lucano e G.S. sessantasettenne calabrese mentre un terzo, R.B. cinquantaseienne torinese è stato denunciato. Ed è proprio quest’ultimo, secondo le indagini della Guardia di Finanza di Torino, l’organizzatore. Una vicenda, connotata da minacce verbali e percosse, nata, secondo le indagini dei Finanzieri del Gruppo Torino, da una questione di debiti e crediti tra quelli che, un tempo, si definivano amici.

La richiesta di denaro

Le richieste di R.B. di riavere una somma di denaro si fanno sempre più insistenti, sino al punto di assoldare due “esperti nel settore” del recupero crediti. I due aguzzini, già noti agli inquirenti per reati ben più gravi, iniziano a vessare e minacciare sempre più pesantemente il malcapitato, non risparmiandogli anche le botte.

La vittima

La vittima, esasperata, si rivolge ai Finanzieri del Gruppo Torino che, dopo una breve indagine, organizzano, all’ennesima richiesta di denaro, un incontro tra l’uomo e i due “tirapiedi”. Inequivocabile, ai fini dell’indagine, la scena a cui assistono i militari: la vittima, microfonata, subisce infatti l’ennesima richiesta di denaro, palesemente minacciosa nei suoi confronti e della sua famiglia. I Finanzieri, prima che la situazione degeneri, intervengono ed arrestano i due.

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Le perquisizioni

Nel corso delle perquisizioni effettuate a casa di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, è stata rinvenuta una pistola Beretta, risultata poi rubata, alcuni grammi di cocaina, assegni e denaro contante la cui provenienza è ora al vaglio degli inquirenti.

L’indagine

Dalle indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, è emerso, in sostanza, un groviglio di rapporti fra imprenditori in difficoltà economica, soliti, all’apparenza, a farsi “prestiti” a titolo di “amicizia” finché dall’insolvenza di uno di questi è esploso il c.d. “tutti contro tutti”. Sia per R.B., l’organizzatore dell’estorsione, con un passato da commercialista e già noto alle cronache per altre vicende, che per i due sodali pende ora la richiesta di rinvio a giudizio: estorsione aggravata, questa l’accusa nei loro confronti e da cui ora si dovranno difendere.