Fiaccolata a Ivrea per il tabaccaio che ha sparato al ladro rimasto ucciso.

Fiaccolata a Ivrea

C’erano almeno mille persone alla fiaccolata a Ivrea organizzata martedì sera, 11 giugno, per esprimere solidarietà al tabaccaio. Franco Iachi Bonvin, 67 anni, è indagato per presunto eccesso di legittima difesa. Nella notte tra giovedì e venerdì scorsi ha sparato a un ladro che insieme ad altri complici stava rubando un cambiamonete. Bottino di circa 2000 euro.

Siamo tutti Franco

Sullo striscione all’inizio del corteo è stato scritto “Siamo tutti Franco”. Scortati da Polizia e carabinieri i manifestanti si sono radunati alla chiesa del Sacro Cuore a Bellavista e hanno raggiunto l’abitazione dell’uomo, percorrendo tutto corso Torino. Attraversando il quartiere San Bernardo  sono così arrivati davanti all’attività, sotto la casa dell’uomo. Un lungo applauso si è sollevato all’indirizzo delle finestre e di quel balcone  dove la tragica notte si è affacciato il tabaccaio. Sparando.

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La dinamica

Quanto è accaduto è ancora al vaglio degli inquirenti. Proprio martedì sono arrivati i primi dati dell’autopsia. In base a quanto emerso, non ci sarebbe stata colluttazione tra l’uomo e il ladro. Inoltre non è escluso, da una prima e sommaria analisi delle ferite sul corpo del ladro, che il colpo mortale sia stato forse esploso dall’alto, alle spalle. Saranno gli esiti balistici, attesi per venerdì, a chiarire meglio i dubbi emersi. Anche perché il tabaccaio per ora si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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La legittima difesa

Quanto accaduto, il primo caso dopo l’entrata in vigore della riforma Salvini, sta sollevando parallelamente non poche polemiche. Da una parte chi inneggia all’autodifesa, dall’altra chi invece ribadisce come in un moderno Stato di diritto, che funzioni, spetti appunto alle forze preposte questo compito,  e non possa essere dunque un “dovere” dei cittadini farlo. Ancor più consentendo di armarsi. Il tabaccaio, sotto più punti di vista, è anche lui una vittima. Attraverso la fiaccolata gli è stata manifestata dunque vicinanza e solidarietà in questo drammatico momento.

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Il comunicato dell’Anpi di Ivrea

Così l’Anpi di Ivrea:

“Non facciamoci trascinare per le strade con il cappio in mano cercando vittime da linciare o eroi da santificare. Le Forze dell’Ordine sanno fare bene il loro lavoro, non sostituiamoci a loro. Non diamo giudizi senza conoscere bene i fatti. Non lasciamo che gli sciacalli della politica fomentino l’odio. Sarà la Giustizia a dare il verdetto finale. Evitiamo le strumentalizzazioni. Non trasformiamo un dramma umano in una campagna elettorale. Questa sera, alla fiaccolata di solidarietà, ci sarà forse qualcuno che soffierà sul fuoco, inizierà a gridare contro gli Zingari e i Migranti, altri invocheranno la pena di morte, mostreranno striscioni. Non facciamoci ingannare: sono fascisti. La loro ideologia è la violenza. Saranno a Pavone per instillare odio. Non caschiamoci! Oggi dovrebbero dominare il silenzio e la riflessione, per riscoprirci tutti esseri umani, con le nostre colpe e le nostre virtù. “Il resto è silenzio”: usiamolo bene…”.