Frana Quincinetto Uncem attacca: Che il concessionario faccia la sua parte.

Frana Quincinetto

Sulla Frana Quincinetto Uncem attacca: “Che il concessionario faccia la sua parte.  I Sindaci e le Amministrazioni locali, in primis di Quincinetto, subiscono questa situazione con ripercussioni gravissime sul traffico ed evidenti rischi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che fa? Sta zitto. Al posto di obbligare il Concessionario a risolvere i problemi con opportuni investimenti, tace. E non ci risponde. Una situazione assurda quella registrata nelle scorse ore, anzi, da anni, sulla direttrice che solca l’Eporediese”.

Un problema datato

“Da molto tempo si conoscono i pericoli di quella frana, monitorata da sensori – aggiungono dall’Uncem – Eppure il Concessionario, per tutelarsi, chiude la via, blocca l’autostrada. Riteniamo avrebbe potuto svegliarsi prima intervenendo direttamente su quel pezzo di versante pericoloso, investendo proprie risorse. Fa parte di quel patto con i territori che i concessionari autostradali non hanno mai voluto fare. Le auto e i mezzi pesanti passano, lasciano inquinamento e danni, come sul ponte che unisce Settimo Vittone e Quincinetto. A pagare gli interventi sono poi Regioni e Stato.

Il sindaco di Quincinetto

“Angelo Canale Clapetto, primo cittadino di Quincinetto, lo sa bene – afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – E fa bene a dare la sveglia al Ministero. Ma non basta. Da tempo come Uncem chiediamo, senza risposta, una seria riforma del sistema autostradale che imponga ai concessionari di riconoscere ai territori attraversati un ruolo, con un ritorno economico continuativo e stabile. Lo abbiamo detto anche al Prefetto di Torino Palomba. I Concessionari investano, ad esempio, ogni anno parte del pedaggio sulla viabilità secondaria, oggi assediata dai mezzi usciti dall’autostrada chiusa. E ancora investano in opere d’intesa con il sistema degli Enti locali.

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L’appello ai politici

“Di fatto, serve la Politica, serve un Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che imponga a chi gestisce le autostrade, e ha l’onore di grandi utili, di non dimenticarsi he sta attraversando aree montane, fragili e complesse, versanti che necessitano, come a Quincinetto, di opere protettive. E non può essere sempre lo Stato, con la spesa pubblica, a pagare – conclude Bussone – Ci auguriamo almeno che automobilisti e autisti di mezzi pesanti i transito in queste ore sull’A5 non debbano pagare il pedaggio. Zero.Non si faccia pagare il pedaggio su tutta la A5 dal Monte Bianco a Torino e viceversa, prendendo in giro chi guida”.

Foto da Arpa Piemonte