Fratelli e sorelle, i racconti simbolici nella mitologia: le riflessioni di Alessandra Lunghini e Andrea Montagnini di Incentrum a Ivrea.

Fratelli e sorelle

La simbologia nei racconti mitologici su fratelli e sorelle. “Nella pratica clinica, quella che quotidianamente affrontiamo nel nostro studio di psicoterapia InCentrum, siamo soliti occuparci delle storie di vita di numerose persone. Ogni storia è diversa da tutte le altre, vi sono però tematiche che tornano in ogni storia. Significa che alcune tematiche sono individuali e altre collettive. Alcune hanno connessioni specifiche con la contemporaneità. Altre sono, invece, più universali, cioè non sono specifiche di un tempo storico particolare e sono riscontrabili nel passato, nel presente e nel futuro della storia dell’umanità. In questo caso ci troviamo di fronte a situazioni di richiamo mitologico. Tra gli argomenti più ricorrenti vi è certamente quello relativo al rapporto tra fratelli in età adulta.

Cosa succede crescendo

La Psicologia, attraverso i suoi studi, si è per lo più fermata sull’importanza di tale relazione nelle varie fasi dello sviluppo evolutivo del bambino fino all’adolescenza. Ma i fratelli crescono e diventano adulti. E così il rapporto di due bambini si trasforma nella relazione tra due persone mature. Come prosegue la relazione quando non si vive più sotto lo stesso tetto? E quando ognuno si è creato a propria volta un’altra famiglia? Alcune persone descrivono legami quasi simbiotici, altre piuttosto conflittuali. Si parla di supporto e aiuto reciproco, oppure di una competizione senza tregua. Insomma sembra difficile capire in base a cosa il rapporto con il proprio fratello o sorella si trasformi in una ricchezza o in una fatica. Il fratello rappresenta un costante confronto con una persona vicino a noi, ma dall’altra parte anche molto diversa rispetto a noi. La personalità di un fratello o una sorella può essere molto lontana dalla nostra, i modi di comunicare differenti, la maniera di esprimersi diversa, l’espressione delle emozioni e il suo vissuto possono essere distanti dai nostri. Anche questa volta i racconti mitologici possono aiutarci.

I miti

Perché occorre ricordare che il mito ci illustra ciò che è stato, ciò che è e ciò che sempre sarà. Chi sono i fratelli nella mitologia e quali rapporti hanno tra di loro? Abbiamo scelto due coppie di fratelli che crediamo possano rappresentare le storie di vita di molti. In quale vi riconoscete? Apollo e Artemide. Fratello e sorella. Figli di Zeus e Latona. Apollo è il dio del sole e tutti i giorni attraversa il cielo con il suo carro trainato da cavalli, dall’alba la tramonto. Artemide è la personificazione della luna crescente. In cielo non si incontrano mai. Sempre muniti di arco e frecce, sono entrambi due arcieri. La morte improvvisa degli uomini è attribuita alla freccia di Apollo, quella delle donne è opera di Artemide. Apollo punisce comandando il contagio e la morte; Artemide ha la facoltà di curare i malati. Fratelli molto simili eppure così diversi. Sono due poli opposti. Inoltre Artemide, la dea vergine e cacciatrice, rappresenta il femminile ed è fortemente androgina. Così come Apollo risulta per certi versi piuttosto femmineo. Sono le due parti di un intero? Rappresentano forse l’altro genere necessario allo sviluppo completo dell’essere?

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I significati

E poi vi sono Castore e Polluce. La loro madre Leda genera due uova. Da un uovo nascono Polluce ed Elena, il cui padre è Zeus; dall’altro Castore e Clitennestra, figli di Tindaro, re di Sparta. I primi sono immortali, i secondi umani. Castore diventa un forte pugile, mentre Polluce un indomabile guerriero. Castore e Polluce crescono molto legati. I due fratelli un giorno sono coinvolti in una lite durante la quale Castore rimane ucciso e mandato negli inferi. Zeus arriva in soccorso dei figli e dopo aver vendicato la morte di Castore propone a Polluce, ferito, di salire in cielo nell’Olimpo con lui. Ma Polluce, non vuole separarsi dal fratello e chiede al padre degli dei di poter donare la propria immortalità a Castore oppure di raggiungerlo egli stesso nell’Ade, il regno dei morti. Zeus decide dunque che da quel momento i due trascorreranno l’eternità insieme, un giorno nell’Ade e uno nell’Olimpo e pone in cielo le due nobili anime. Nelle notti stellate, se alzate lo sguardo vedrete Castore al fianco di Polluce, abbracciati, nella costellazione dei Gemelli.

Alessandra Lunghini e Andrea Montagnini