Non c’è più rispetto neanche per i morti. Ladri senza scrupoli in azione in Canavese. Succede, purtroppo, a Cuorgnè dove all’interno del cimitero del capoluogo, a due passi dalla frazione di Campore, i furti di fiori non accennano a diminuire.

Furti di fiori

Ladri senza rispetto in azione al cimitero di Cuorgnè. Ma non vengono portate via solo le confezioni floreali o le piante, ma addirittura, in alcuni casi, anche i vasi. A segnalare gli episodi sono state diverse persone che all’interno della struttura, con grande sorpresa, hanno trovato le lapidi dei loro cari privi dei fiori riposti pochi giorni prima. C’è pure chi, esasperato dall’increscioso «raid», ha sfogato tutto il suo malumore nella grande piazza virtuale dei social: «Come si può continuare a rubare al cimitero? Non possiamo portare dei fiori ai nostri cari, che li portano via. Siete delle carogne».

Episodio increscioso

Un «fattaccio» quello dei furti dei fiori tutt’altro che isolato, come si legge nei molteplici commenti al post: «Rubano anche quelle quattro piante che hanno messo nelle fioriere in via Arduino… che tristezza…»; «Non è solo adesso che portano via i fiori ai morti. Purtroppo sono anni che hanno preso sto andazzo». Alcuni cittadini hanno chiesto a gran voce pure l’installazione di telecamere di videosorveglianza all’interno del camposanto, in modo da cogliere sul fatto gli autori dei furti con senso civico prossimo allo zero.

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Telecamere

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco cuorgnatese, Giuseppe Pezzetto, il quale ha duramente stigmatizzato quando successo: «Ho casualmente saputo della cosa ed esprimo tutta la mia riprovazione. La soluzione non può essere quella di posizionare telecamere in ogni dove, sia per la complessa gestione, sia per la privacy necessaria almeno in questi luoghi. Su casi specifici invito i cittadini a fare formale segnalazione presso gli uffici comunali competenti. Per il resto una persona dotata di un minimo di moralità e di rispetto non dovrebbe neppure pesare gesti del genere, figuriamoci metterli in atto».