Liste uniche nei Comuni, per l’Uncem non è un segnale negativo

Liste uniche nei Comuni

Mai come nella tornata elettorale amministrativa del 26 maggio ci sono state così tante liste uniche nei Comuni. Un solo candidato sindaco, con un gruppo di candidati consigliere che “sfidano” il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto che dovrà imbucare la scheda nell’urna.

Diversi i motivi

A partire dalla difficoltà nel trovare persone disponibili a candidarsi, sia Sindaco sia consigliere, per un’avventura politico-amministrativa sempre più complessa, con una macchina infarcita di molta democrazia. Con moltissime responsabilità per i primi cittadini in particolare, per una “prima linea” che è complessa e non sempre con un ruolo pienamente riconosciuto anche nell’indennità. Il Sindaco di un piccolo Comune è ancora il soggetto più vicino ai cittadini, parte della sua comunità, ma spesso si ritrova solo e con gli Enti centrali, Stato e anche Regioni, lontani e non sempre disponibili.

Per l’Uncem non è un deficit

Liste uniche da non bollare però come risultato di una democrazia in deficit di partecipazione. Nei piccoli Comuni – Uncem lo ha sempre sottolineato – la partecipazione si esprime nelle Associazioni locali, tante e molto solide, nel volontariato, nella disponibilità dei cittadini in diversi ruoli quando Comune o Associazioni stesse chiamano. Si pensi alle Pro Loco, ai gruppi di Protezione civile o ad altre forme di impegno: sono diverse dall’Amministrazioni, ma altrettanto importanti nel tessuto sociale di un paese.