400 i carabinieri impegnati nei blitz per l’operazione Cerbero contro ‘ndrangheta e droga sul territorio.

‘Ndragheta e droga, l’OPERAZIONE CERBERO

Torino e provincia, Reggio Calabria, Milano e Catania sono le località prese di mira dall’operazione CERBERO, l’enorme operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino che ha chiesto al Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale del capoluogo 71 provvedimenti cautelari.

Un imponente blitz che ha comportato il dispiegamento di oltre 400 militari dell’Arma e degli uomini della Guardia di Finanza del Gruppo Torino.

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Scacco alla ‘ndrangheta in Canavese

L’operazione Cerbero prende quindi spunto dalle passate e note operazioni contro la criminalità organizzata che hanno investito il nostro territorio. Come la Minotaurol’Albachiara, la Colpo di Coda e la San Michele. Ma trae origine anche da numerose operazioni che, a vario titolo, hanno coinvolto tutte le forze dell’ordine operative sul territorio: Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.

Un vero e proprio colpo duro quello inferto nella notte di oggi, martedì 5 novembre 2019, al mondo della criminalità organizzata sul territorio.

Chi è finito nei guai

Le misure cautelari sono state spiccate nei confronti di 65 persone ritenute appartenenti e/o contigui alle locali di ‘ndrangheta di Volpiano e San Giusto Canavese. Sono ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti, con l’aggravante delle finalità mafiose.

L’impegno della Guardia di Finanza

Contestualmente la Guardia di Finanza di Torino ha proceduto all’esecuzione di una parte del medesimo provvedimento cautelare nei confronti di ulteriori 6 indagati, ritenuti responsabili, in seno alla citata associazione, anche di auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
Sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili, nonché conti correnti e quote societarie di ingente valore.

Le indagini

Le prime indagini sono scattate nel 2016 grazie al Nucleo Investigativo dei carabinieri del Comando provinciale di Torino, insieme ai colleghi della Compagnia di Chivasso. L’impegno dei militari ha consentito di:

  • ricostruire l’organigramma delle suddette locali di ‘ndrangheta, facenti capo rispettivamente alle famiglie Agresta e Assisi, operanti nella provincia di Torino, con interessi in tutto il territorio nazionale ed all’estero (Spagna e Brasile);
  • tracciare i canali di approvvigionamento degli stupefacenti (hashish importato tramite la tradizionale rotta spagnola e cocaina attraverso i porti del nord Europa);
  • individuare i componenti di due distinte organizzazioni dedite al traffico e smercio delle sostanze illegali, operanti entrambe sotto l’egida della ‘ndrangheta, delle quali una in Volpiano e l’altra nella zona nord della città di Torino, con quartier generale in Barriera Milano;
  • catturare nel corso delle investigazioni 3 latitanti (padre e due figli), dei quali Assisi Pasquale Michael catturato in Torino il 3 maggio 2017 in un appartamento con attico nel centro cittadino, mentre Assisi Nicola ed Assisi Patrick, inseriti nell’elenco dei latitanti “pericolosi” (ex lista 100) localizzati in appartamenti di lusso in San Paolo del Brasile l’8 luglio 2019;
  • sequestrare complessivi 72,5 kg di hashish, 3,7 kg di marijuana e 6 kg di cocaina, nonché documentate fittizie intestazioni di beni mobili, immobili e quote societarie, oggi sottoposte a sequestro.
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Volpiano e Settimo nel mirino: slot machine, scommesse e palestre

Le indagini hanno permesso di riscontrare come i sodali abbiano utilizzato parte dei proventi delle attività illecite reimpiegandoli in attività economiche, localizzate nei Comuni di Settimo Torinese e Volpiano, quali il noleggio delle slot machine, la commercializzazione del caffè e la raccolta delle scommesse. Le aziende venivano fittiziamente intestate a prestanome compiacenti, al fine di eludere l’applicazione di eventuali misure di prevenzione che avrebbero potuto portare al sequestro delle imprese.
Fra gli investimenti sottoposti a sequestro figura anche una palestra sita in Volpiano.

Nei guai un commercialista di Settimo

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, un simile programma criminoso si è reso possibile anche grazie all’attività di un commercialista di Settimo Torinese, che ha posto a disposizione dell’organizzazione le proprie conoscenze e competenze tecniche nel settore societario, seguendo in prima persona la costituzione delle diverse società-schermo e fornendo costante supporto per la risoluzione delle problematiche d’impresa e nei rapporti con gli interlocutori delle società, clienti e istituti di credito.