Meteonuvola su Telegram quando una passione diventa qualcosa di utile per la collettività.

Meteonuvola su Telegram

La passione per la meteorologia: un curioso interesse che Marco Laritonda, rivarolese di 42 anni, ha inseguito fin da bambino, quando le informazioni a disposizione scarseggiavano ancora. Poi, con l’avvento di Internet, tutto è cambiato. «Nel 2000, con il primo accesso in rete, ho scoperto di essere in buona compagnia – racconta – Ero sorpreso di vedere tanti appassionati come me». Da un gruppo Whatsapp, Marco ha dato il via al progetto Meteonuvola, con un sito e gruppi Telegram che contano parecchi iscritti.

Dal Canavese a tutta Italia

Per i primi anni i fautori erano una trentina, in gran parte radicati in Canavese, tra Rivarolo, Cuorgnè e Ciriè. Poi i collaboratori sono aumentati, insieme alle tematiche: si sono così aggiunte l’astronomia, il radiantismo e la sismologia. L’intento del progetto è la divulgazione di cultura scientifica e la creazione di una rete Nazionale dove ogni utente di Telegram possa dare il suo contributo in caso di emergenze. Nella pratica, l’idea ha funzionato, andando ben oltre i confini rivarolesi. I canali di Meteonuvola sono stati così di supporto durante l’allerta maltempo dei giorni scorsi.

In prima linea nell’emergenza

«È stato complicato perché in una situazione del genere si ha poco tempo per filtrare le segnalazioni – spiega – quelle che arrivano in ritardo o sono errate possono screditare il lavoro di mesi». Anche la meteorologia ha la sua «cassetta degli attrezzi». «Un buon appassionato deve saper leggere la mappa della pressione a 500 hpA, la mappa delle temperature a 850 hpA e la mappa delle precipitazioni – spiega – Con queste si può capire a grandi linee come potrà essere il tempo nei prossimi giorni».

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Attenti alle previsioni fake

Non tutti, però, seguono questa scia virtuosa nelle previsioni. «Purtroppo, anche nel meteo, il business ha preso il sopravvento. Girano molti articoli “acchiappa click” che annunciano la fine del mondo. La previsione fatta da un semplice appassionato non è un problema – avverte – ma bisogna farla con la cautela che tale scienza pretende, evitando allarmismo esagerato e messaggi di allerta che possono emettere soltanto gli Organi Ufficiali». Marco Laritonda non è un meteorologo, né un Giuliacci affermato. Ha però una passione «insolita» a cui si è dedicato con impegno e serietà. Con i suoi collaboratori Filippo Milazzo e Lorenzo Beltrami la rende fruibile ai più attraverso un’informazione affidabile e una rete di utenti davvero collaborativa.