I Carabinieri della Stazione di Strambino hanno segnalato al tribunale per i minori di Torino e all’autorità giudiziaria di Ivrea rispettivamente 5 studenti tra i 15 e i 17 anni e un giovane ventunenne Q.I., tutti residenti a Strambino, Candia e Romano Canavese, autori di danneggiamenti e imbrattamenti, avvenuti nel periodo giugno/agosto 2019,sui muri delle abitazioni private e degli edifici pubblici di Strambino.

Muri imbrattati per noia

La “noia” e la consueta ricerca di forti emozioni ancora una volta all’origine di tali episodi, che hanno condotto i Carabinieri della Stazione di Strambino, alla luce della rilevata escalation di eccessi riscontrata nel periodo estivo, ad indagare e porre un freno al delicato fenomeno.
E così è stato sufficiente per i militari dell’Arma visionare con attenzione le telecamere di sorveglianza della città per rinvenire immortalate le “gesta vandaliche” dei minori, tutti appartenenti alle famiglie bene della cittadina piemontese, intenti a imbrattare un capannone industriale, al cui interno i minori si erano introdotti, dopo averne forzato la porta d’accesso, prima di lasciare indelebili i loro segni distintivi.

Bicicletta rubata

Uno dei piccoli “teppisti” è stato tra l’altro individuato quale autore del furto di una bicicletta parcheggiata in strada di proprietà di una donna del luogo. La bicicletta, recuperata, è stata prontamente restituita alla proprietaria.

Leggi anche:  Auto va a fuoco mentre è in marcia

Imbrattamenti firmati

Sarebbe invece stato non occasionale ed abituale il comportamento del giovane ventunenne Q.I., resosi responsabile, dal mese di giugno, di reiterati imbrattamenti sui muri di abitazioni private ed edifici pubblici sia a Strambino che nella cittadina di Romano Canavese, firmando poi sempre il proprio misfatto, apponendo in calce alle scritte redatte con la vernice, un personale segno distintivo: “ZTK 2019”.

Atti filmati e postati sui social

A suffragare questa generale smania di protagonismo, si sottolinea che molti dei minori non si limitavano ai citati “silenziosi raid”, ma ne documentavano successivamente i contenuti on-line, pubblicando con vanto le foto sui social-network, per una condivisione con i coetanei.

Denunciati

I genitori dei ragazzi, informati degli incresciosi episodi, si sono resi disponibili a ripristinare lo stato dei luoghi, risarcendo i danni.
I baby vandali e il maggiorenne sono stati rispettivamente segnalati e denunciati al tribunale per i minori di Torino e all’autorità giudiziaria di Ivrea, rispettivamente per “deturpamento e imbrattamento di cose altrui, danneggiamento e, limitatamente ad uno di loro,anche per furto aggravato,” non escludendosi possano esser altresì obbligati a ripulire e ripristinare lo stato dei luoghi, risarcendo il danno inferto alla collettività.