Museo a cielo aperto della scultura e dell’arte alpina a Vistrorio.

Museo a cielo aperto

Sono quattro le nuove opere, donate al Comune dagli artisti presenti alla rassegna «Legno, ferro e pietra», arricchendo così il museo a cielo aperto dedicato all’intaglio e alla scultura, idealmente aperto in paese una decina di anni fa. I tanti lavori realizzati nel corso delle edizioni si possono già ammirare negli angoli più caratteristici di piazza Cavour, dove sabato e domenica scorsa si è concentrata la maggior parte delle iniziative in calendario per la kermesse.

Le nuove opere donate

Livio Boscolo ha regalato l’opera «Il cavallo in corso»; Luca Gallet quella raffigurante «Gli antichi mestieri»; Carlo Marchiando invece il manufatto battezzato «Stambec»; infine Michele Fercaleac il «Gufo Reale». In 70 tra artisti ed espositori hanno animato le vie del paese a cominciare dalle prime ore di domenica mattina, dando prova delle loro abilità nella lavorazione del legno, della pietra e del ferro.

Una lunga tradizione

Perché creare forme dai materiali più antichi (pietra, legno e ferro appunto) diventa quasi un rituale senza tempo, radicato nella storia locale e non solo. Creazioni nel corso delle edizioni andate peraltro a comporre un suggestivo museo a cielo aperto per le vie del primo paese all’ingresso della Valchiusella. Piccole e grandi opere d’arte, dove è stata scolpita, incisa o forgiata un po’ di quella quotidianità eterna, tramandata e raccontata attraverso la manualità. Ed è anche l’unico allestimento del genere in tutta l’area metropolitana di Torino, di anno in anno più ricco.