Negozi non rispettano le norme igieniche, sanzionati dopo i controlli avvenuti nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 maggio a Torino.

Controlli nei negozi

Nella notte appena trascorsa, tra giovedì 16 e venerdì 17 maggio, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, effettuato dagli Agenti dell’VIII Comando San Salvario/Borgo Po della Polizia Municipale Torino, unitamente ad Agenti del Commissariato Barriera Nizza della Polizia di Stato, dell’ASL SIAN e Ispettorato del lavoro, sono stati svolti controlli in zona San Salvario.

Non rispettano le norme igieniche

In un primo locale visitato, tipo minimarket/bazar, in via Madama Cristina vicino a via Lombroso, gestito da cittadino del Bangladesh, sono state riscontrate irregolarità amministrative (carenze igienico sanitarie, merce priva di prezzi, mancanza di piano HACCP) per un totale di euro3.066,33di sanzioni. Poco distante, in un altro minimarket, sempre gestito da cittadino del Bangladesh, sono stati contestati illeciti amministrativi (merce priva di prezzi, mancanza di piano HACCP) per un totale di euro 3.032 di sanzioni. Affiancato a questo, sanzionato un terzo minimarket, ugualmente gestito da cittadino del Bangladesh (carenze igienico sanitarie, merce priva di prezzi, mancanza di piano HACCP, mancata esibizione autorizzazione insegne) per un totale di euro 3.316,33 di sanzioni.

Controlli in gastronomia

Successivamente gli agenti si sono recati proprio all’inizio di via Belfiore, presso un locale artigianale di gastronomia e di vicinato alimentare, oggetto di diverse lamentele dei residenti di zona relative ai frequentatori e ai cattivi odori provenienti dal locale stesso, gestito da cittadino di nazionalità senegalese ove sono state riscontrate diverse irregolarità amministrative (apertura abusiva di esercizio di somministrazione, mancanza contratto smaltimento oli esausti e relativa iscrizione al Conoe, mancanza dei prezzi sui prodotti, mancanza di idonea cartellonistica indicante il divieto di fumo); sono in corso accertamenti di natura edilizia. Elevate sanzioni per un totale di euro 22.018. Personale Asl ha riscontrato irregolarità amministrative relative alla mancanza del manuale HACCP e mancato rispetto dei requisiti strutturali del locale e gravi condizioni igieniche che hanno comportato l’applicarsi di altri euro 4000 di sanzioni e gli agenti della Polizia di Stato hanno indagato la titolare per cattivo stato di conservazione della merce, sequestrando 15 chilogrammi di alimenti e hanno proceduto al sequestro giudiziario di tutto il locale, chiudendolo per la presenza di blatte.

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Anche nei bar

Gli ultimi controlli hanno riguardato un bar di via Goito, gestito da cittadino di nazionalità cinese. Per questo locale erano già in corso accertamenti in merito alla regolare assunzioni dei lavoratori da parte del personale dell’Ispettorato del Lavoro, che risultano 5 di cui uno senza regolare contratto di assunzione (per questo procederanno con l’emissione di un provvedimento di sospensione dell’attività sino alla regolarizzazione lavorativa del dipendente e la sanzione amministrativa di euro 2000). Sono state riscontrate irregolarità amministrative (mancata comunicazione di ampliamento di superficie di somministrazione del locale, mancanza dei prezzi all’interno del locale e sui prodotti da asporto, mancanza del cartello dell’orario e delle prescrizione dell’art 44 ter, Regolamento Polizia Urbana, mancata iscrizione Conoe per smaltimento oli esausti) per un totale di euro 21.750 di sanzioni. Sono state anche riscontrate irregolarità edilizie del locale. Personale Asl riscontrava irregolarità amministrative relative alla irregolare compilazione del manuale HACCP, rintracciabilità degli alimenti, gravi condizioni igienico sanitarie, non rispetto di requisiti strutturali per altri 5.500 euro di sanzione e hanno intimato la chiusura immediata dell’attività di somministrazione, sino alla regolarizzazione dello stato dei luoghi. Gli Agenti della della Polizia di Stato hanno indagato il titolare per cattivo stato di conservazione della merce, sequestrando 66 chilogrammi di alimenti e frode in commercio, in quanto sul menu non erano indicati i prodotti surgelati.

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