Ragazzina obbligata ad assistere ai rapporti sessuali della madre con l’amante. Il caso finisce  al banco del GIP Stefania Cugge del Tribunale di Ivrea.

Ragazzina obbligata guardare la mamma mentre fa sesso

Un caso di presunta violenza sessuale su una minore è arrivato nella giornata di lunedì scorso davanti al banco del GIP Stefania Cugge del Tribunale di Ivrea. Come riportano i colleghi de La Nuova Periferia, a dare il via alle Indagini Preliminari è stato il racconto di una ragazzina di 12 anni che chiameremo Viola, usando ovviamente un nome di fantasia al fine di proteggerne l’identità vista la delicatezza dei fatti in questione.
Secondo la sua spaventosa narrazione, infatti, la piccola Viola sarebbe stata costretta ad assistere a diversi rapporti sessuali intrattenuti dalla madre, una brasiliana di circa 40 anni, con un uomo di 57 anni residente nel Comune di Chivasso.

Sarebbe stata palpeggiata

Sotto la lente degli investigatori, dunque, sono finiti entrambi gli amanti. Il racconto, però, non si ferma qui e si fa ancora più torbido. In un’occasione, infatti, sempre secondo le parole della ragazzina, Viola sarebbe stata anche palpeggiata dal cinquantasettenne che avrebbe abusato della piccola all’interno di un’automobile.  I fatti oggetto delle indagini degli inquirenti sarebbero avvenuti circa un anno fa, in un periodo che va dalla fine del 2017 e all’inizio del 2018, tra il Chivassese (zona appunto di residenza dell’uomo) e l’area del Basso Canavese.

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L’udienza

Nel corso dell’udienza che si è tenuta lunedì 14 gennaio, il Giudice per le Indagini Preliminari Stefania Cugge ha conferito ad un esperto il compito di effettuare una perizia psichiatrica che dovrà verificare la capacità della ragazzina di poter testimoniare ad un processo. Solo a quel punto verrà valutato se il nero racconto di Viola corrisponde a verità o meno. E’ bene precisare, dunque, che al momento il chivassese e la madre della ragazzina, rappresentati rispettivamente dagli avvocati Pio Coda e Stefano Bonaudo, entrambi del Foro di Ivrea, non hanno subito nessun rinvio a giudizio.  Si dovrà necessariamente attendere l’esito della perizia disposta dal giudice che è attesa tra tre mesi. A prescindere comunque dall’esito della relazione dell’esperta, si tratta senza dubbio di una storia triste e drammatica. Ma la vicenda giudiziaria dei due amanti è ancora solamente alle battute iniziali.