Rame rubato trovato staccato in una ditta di rifiuti a Borgaro, scattate tre denunce.

Rame rubato per un valore di 200mila euro

La titolare, il marito e un operaio di una ditta di recupero di rifiuti non pericolosi di Borgaro Torinese sono stati denunciati
per ricettazione dai carabinieri di Caselle. L’azione giudiziaria è nata da un controllo che i carabinieri della locale stazione in collaborazione con i colleghi di Leini stavano effettuando in zona con l’ausilio dei tecnici specializzati dell’Arpa Piemonte (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente).

Carabinieri in azione

Durante la perquisizione nella ditta si sono ritrovati di fronte a 18 bobine in rame per un totale di 25 tonnellate. Oro rosso che, da successivi controlli, è risultato essere di natura furtiva. Infatti, il prezioso materiale era stato rubato nei giorni scorsi in una depositaria giudiziaria di Torino e da due distributori automatici di un’azienda di Rivoli. Ritrovamento di una certa entità visto che il valore della refurtiva è di circa 200mila euro.

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Controlli approfonditi

Dai controlli è emerso che la titolare della ditta e il marito non avevano le autorizzazioni necessarie per accumulare i rifiuti pericolosi e ammassavano i rifiuti in maniera irregolare. Anche per questo motivo il capannone di 1600 metri quadri è stato posto sotto sequestro in attesa che le indagini facciano il proprio corso.

Metallo che va a “ruba”

Il rame è considerato l’oro rosso dei nostri tempi. Ed è per questo che c’è chi è disposto a chiudere un occhio sulla sua provenienza e a comprarlo nel mercato nero della ricettazione. Le conseguenze dei furti, però, non sono proprio di poco conto: collegamenti telematici non disponibili, ferroviari e, più in generali, grandi disagi e costi economici enormi. Inoltre, il rame è al 100% infinitamente riciclabile, senza alterazioni o perdita delle prestazioni ed è questa una delle caratteristiche che lo rendono così commerciabile.