Rifiuti abbandonati. Il nuovo anno non inizia nel migliore dei modi in Alto Canavese. L’iniziativa “Taggailmaiale”, creata dal sindaco di Cuorgnè, Giuseppe Pezzetto, torna d’attualità a Favria.

Rifiuti abbandonati

Anno nuovo, ma abitudini vecchie. Il Natale non ha purtroppo «regalato» un po’ più di buon senso ad alcune persone e anche il 2019 si apre come si era chiuso il 2018. Cioè con alcuni «idioti» (perché diversamente è difficile definirli) che non sanno fare altro che scaricare senza ritegno i propri rifiuti in giro per i piazzali e le campagne del Canavese. Purtroppo, ancora una volta è il territorio di «confine» del Comune di Favria ad esser particolarmente bersagliato dai rifiuti abbandonati selvaggiamente. Un’attività che, oltre ad inquinare la zona, finisce per ripercuotersi sulle casse del Municipio e, di conseguenza, sul portafoglio dei cittadini. Perché, per colpa di pochi alla fine, come sempre, sono in molti a pagare.

Tagga il maiale

Tre i punti «strategici» dove gli «ignoranti del rifiuto» hanno gentilmente lasciato un regalo alla comunità. Per l’ennesima volta, nonostante la volontà di intervenire, è nuovamente la zona industriale tra Busano e Favria ad essere luogo designato per lo scarico senza senso di ogni tipo di materiale. Se qualcuno volesse «arredarsi» casa con qualche scarto (anche piuttosto malmesso…) può tranquillamente venire a fare qui la spesa. Materassi, poltrone, sedie, cassetti, frigoriferi sono stati stati abbandonati impunemente. Il tutto insieme a pattume di ogni tipo, dai vasetti di vetro alle cassette di plastica, passando a scatolette vuote, bottiglie, contenitori per cibi. Qualche decina di metri più in là e ci si imbatte in tappeti, materiale edile, scatole di cartone ed ancora tanta plastica.

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Favriasca

Spostandosi di qualche centinaia di metri e questa volta, al confine con Front, ancora mobilio vario fa «bella mostra» di sè a due passi dalla «Favriasca», andando letteralmente a sporcare uno spiazzo e la campagna circostante. Dal Comune, nei mesi scorsi, era stata paventata la volontà di fare qualcosa di concreto per combattere questo «malcostume» dei rifiuti abbandonati selvaggiamente. Le risorse, però, sono quelle che sono. Una soluzione potrebbe essere, ad esempio, l’uso di «foto-trappole». Di certo, però, è che qualcosa va fatto, per scoraggiare queste persone che senza ritegno stanno arrecando un danno enorme (anche economico) all’intera comunità.