San Maurizio: addio Anna, la bidella di Ceretta

I famigliari ringraziano il parroco don Domenico Caglio per la presenza costante.

San Maurizio: addio Anna, la bidella di Ceretta
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San Maurizio: addio Anna, la bidella di Ceretta.

San Maurizio: addio Anna, la bidella di Ceretta

Addio ad Anna, la storica bidella delle scuole di Ceretta. Anna De Zotti è mancata venerdì 19 gennaio, all'età di 86 anni, nell'abitazione di via alla Parrocchia, per un male incurabile. Raccontano i figli Claudio e Patrizio: “Nostra madre era ricordata come “la mia bidella” dalle persone che l'hanno conosciuta quando erano sui banchi delle elementari a Ceretta. Era una persona affabile e gioviale. Tantissime, infatti, sono state le persone che sono andate a vederla per un ultimo saluto”.

Nasce a Conegliano, arriva a San Maurizio nel 1960

Anna nasce a Conegliano, in provincia di Treviso. Si sposa con Fioravante, conosciuto come “Fiore”, il quale viene a lavorare in Piemonte come operaio sulla rete stradale in costruzione. Dopo qualche anno, Fiore viene assunto alla Saiag. La moglie Anna lo segue e arriva a Ceretta, con i figli ancora piccoli, nel mese di giugno del 1960. Nel 1964 Anna trova lavoro alla primaria di Ceretta. Ricordano i figli: “La gestione delle pulizie era un'attività che coinvolgeva anche noi bambini. Capitava spesso di passare l'alcol sui banchi o svuotare i cestini. Per l'intervallo della mattina nostra madre portava il caffè alle maestre. Prestava servizio anche in occasione dell'allestimento dei seggi elettorali”.

Per gli alunni era "la mia bidella"...

Anna e il marito Fiore trovano casa vicino alla chiesa parrocchiale, stabilendo buoni rapporti di vicinato con i parroci. Aggiungono i figli: “I sacerdoti che si sono succeduti hanno sempre avuto un buon rapporto con loro. Ringraziamo don Domenico Caglio per la presenza costante”. Il 31 luglio 2016 muore Fioravante, lasciando vedova Anna, dopo 63 anni di matrimonio. I familiari ringraziano tutti coloro che con scritti, parole di conforto e presenza alle esequie di lunedì 22 gennaio, li sono stati vicini. Un grazie di cuore va alla dottoressa Sabbà e alla fondazione Faro per le cure prestate.

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