Si esibì alla «Lucciola» di Ciriè vincendo l’incisione di un disco.

Si esibì alla «Lucciola» di Ciriè vincendo l’incisione di un disco

Addio a Gillio, l’ultimo ebanista. Ferdinando Gillio è mancato venerdì scorso, all’età di 82 anni, all’ospedale di Ciriè. Racconta la figlia Marina: “Mio padre era un uomo d’altri tempi, riservato e dedito al mestiere. Costruiva mobili che duravano nel tempo ed erano delle opere d’arte. Svolgeva la sua professione con passione, dedizione e serietà”. Ferdinando nasce in borgo Loreto. Terminato l’avviamento (allora erano le scuole medie), all’età di 14 anni va ad apprendere le varie lavorazioni del legno in diverse botteghe della zona. Erano gli anni ’50.

Grande amico di don Giuseppe Genero

Ha poi iniziato un lunga attività in proprio nel suo laboratorio al Ponte Castegna,la vecchia periferia di Ciriè dove attualmente passa la circonvallazione. A quei tempi inizia anche una lunga amicizia con don Giuseppe Genero, guida spirituale della chiesa di via Vittorio Emanuele. Racconta la figlia: “Ha mantenuto sempre rapporti amichevoli con don Genero. Spesso andava a fargli visita per scambiare qualche parola. I confessionali nella chiesa di San Giuseppe sono opera di mio padre. La sua abilità nel lavorare il legno era molto nota e capitava lavorasse spesso in luoghi esterni alla città”. Ferdinando raggiunge la meritata pensione all’inizio degli anni ’80.

Leggi anche:  Ciriè, al D'Oria pioggia di 100... anche una lode

La musica era la sua passione

Nel tempo libero coltiva la passione per la musica, suonando la fisarmonica. Negli anni della gioventù si esibisce a “La Lucciola”, vincendo persino l’incisione di un disco. Nel 2005 è stato anche premiato dall’allora sindaco Luigi Chiappero, nelle sale di palazzo D’Oria, per settant’anni di residenza continuativa a Ciriè. L’onorificenza è stata conferita a diversi residenti per i cento anni della città di Ciriè.