Sorvegliato speciale in giro di notte anziché a casa finisce nuovamente nei guai.

Sorvegliato speciale

In giro di notte anziché a casa sorvegliato speciale di nuovo nei guai.  In attesa del processo, gli imputati possono essere sottoposti a diverse misure di sorveglianza speciale. A volte, in attesa di giudizio, possono essere detenuti in carcere ma più spesso le ordinanze sono più lievi. Ad esempio, il giudice può optare per un obbligo di residenza notturna per l’imputato.

Il caso a Ivrea

E’ il caso di un 44enne residente a Palazzo Canavese e difeso dall’avvocato Ferdinando Giglio Tos, chiamato sul banco degli imputati dal giudice Antonio Borretta del Tribunale di Ivrea. Il canavesano, infatti, doveva rimanere nella propria abitazione nell’eporediese dalle 21 alle 7. Ovviamente, in questi casi le forze dell’ordine effettuano dei controlli casuali per verificare che la misura sia rispettata.

I controlli dei carabinieri

Nell’estate del 2016, però, per ben 4 volte, i carabinieri del Nucleo radiomobile di Ivrea e i colleghi del comando stazione di Azeglio non hanno ricevuto risposta dopo aver suonato il campanello della sua casa a Palazzo Canavese. Nella giornata di lunedì 17 giugno, il canavesano è stato condannato alla pena di 4 mesi e 15 giorni di arresto.