Stalking alle figlie della ex: 10 mesi di reclusione per un 31enne residente a Pont Canavese. La sentenza è stata emessa martedì 7 maggio.

Stalking alle figlie della ex

Nelle aule di udienza penale dei tribunali italiani stanno aumentando i casi di stalking. Nella maggior parte dei casi, stalker e vittima hanno avuto una relazione sentimentale finita in modo burrascoso. Ma la storia di stalking arrivata nella giornata di ieri, martedì 7 maggio, davanti al giudice Elena Stoppini del Tribunale di Ivrea è decisamente singolare. Sul banco degli imputati si è seduto un 31enne residente a Pont Canavese e difeso dall’avvocato Paolo Maisto. Dietro di lui, c’era il legale Alessio Michele Soldano, avvocato di parte civile delle due vittime di questa vicenda: due sorelle di 13 e 16 anni (al momento dei fatti) e residenti a San Carlo Canavese. In questo caso, le due ragazzine sono figlie avute in una precedente relazione dall’ex compagna dell’imputato.

La vicenda

I fatti sarebbero avvenuti in vari comuni del Canavese tra il mese di aprile e il mese di agosto del 2016. Al termine della relazione con il 31enne, la donna si è trasferita in Emilia, mentre le due figlie sono rimaste con il padre nella cittadina canavesana. Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo, forse per le difficoltà a riallacciare i contatti con l’ex-partner ora in Emilia, avrebbe iniziato a pedinare le due adolescenti. Quando hanno presentato la loro denuncia, le giovani hanno anche consegnato agli inquirenti diverse fotografie scattate all’imputato: le ragazzine l’avrebbero visto all’uscita da scuola, mentre si trovavano con i loro amici e persino, nell’estate del 2016, a Borboruso, un piccolo paese in provincia di Cosenza.

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La condanna

Agli atti, sono presenti anche numerosi messaggi che l’uomo avrebbe inviato alle figlie della ex-compagna. Il giudice ha anche ascoltato le due adolescenti: la più grande ha detto che sua sorella minore era molto impaurita in quel periodo. L’uomo però si è difeso: non era la prima volta che andava in vacanza in Calabria (dove ha dichiarato di avere dei parenti). Avrebbe poi ribaltato le accuse sulle ragazzine, che l’avrebbero fotografato ovunque andasse. Il giudice Elena Stoppini lo ha condannato alla pena di 10 mesi (con revoca della condizionale ottenuta in un precedente processo) e ha predisposto per le due ragazzine un risarcimento di 5mila euro ciascuna.