Studenti scioperano contro le nuove norme sull’alternanza scuola-lavoro.

Studenti scioperano tutti in piazza

Anche a Torino gli studenti hanno aderito alla mobilitazione studentesca nazionale dietro lo slogan “Non saremo i vostri schiavi”. Il corteo partito questa mattina da Piazza Arbarello a Torino punta il dito contro la proposta della nuova alternanza, scritta dal precedente governo e approvata ieri dal Ministro Fioramonti, che diminuisce il monte ore minimo obbligatorio ma non parla di monte ore massimo: questo per i manifestanti permetterebbe a scuole e aziende di aumentare in modo illimitato la durata degli stage. Non solo alternanza, si criticano gli ulteriori tagli alla scuola previsti dalla nota di aggiornamento del Def, presentata giovedì dal Governo M5S-PD-LeU.

Le nuove linee guida

«Nella giornata di ieri il Governo ha approvato le nuove linee guida sull’alternanza, condannandoci a svolgere centinaia di ore di lavoro in più, gratis e senza diritti» dichiara Sara, 17 anni, militante del FGC e rappresentante del Liceo Berti occupato negli scorsi giorni « Abbiamo occupato la nostra scuola e siamo in piazza anche per rivendicare il ritiro immediato di questa proposta vergognosa. Vogliamo un monte ore massimo in stage, a oggi inesistente, un salario per gli studenti che lavorano e rivendichiamo la possibilità di esprimerci sui nostri progetti».

Nuovi tagli alla scuola

«Il Governo prepara nuovi tagli all’istruzione per almeno 1,8 miliardi di euro nel solo 2020. La situazione nazionale è sempre più insostenibile» afferma Pietro Mazzucco, vicepresidente della Consulta degli Studenti di Torino. «Con un crollo ogni tre giorni nei nostri edifici scolastici e con costi sempre più alti per poter andare a scuola non possiamo più rimanere a guardare. Siamo in piazza per rivendicare diritti e tutele in scuola-lavoro e un’inversione di rotta per i finanziamenti alla scuola pubblica».

Altro attacco alla scuola

Arriva il sostegno anche del Segretario provinciale del FGC, Ivan Boine. «Questa manifestazione dimostra la maturità degli studenti nell’opporsi al continuo attacco all’istruzione pubblica. Chi oggi è in piazza non si sta allungando il weekend, anzi, sta prendendo una posizione forte».