Vides Main a Cuorgnè in festa per la fine dei corsi con l’associazione.

Vides Main

A Cuorgnè l’associazione  Vides Main  in festa per la fine dei corsi a conclusione di un importante progetto in cui le donne diventano un ponte per l’integrazione.  Dietro una porticina apparentemente anonima di un locale al terzo piano della ex Manifattura, tre volte a settimana, come per magia prende vita un mondo multicolor e privo di pregiudizi. Basta entrare in quella stanza per accorgersi che essa racchiude uno sguardo alla città che verrà, a partire dalla realtà che già ci circonda: un paese delle due torri interculturale.

Integrazione

Una molteplicità di accenti, costumi, codici linguistici si mescolano e si specchiano nella voglia di fare e nei sorrisi contagiosi della presidente, Anita Gay, e delle altre volontarie del sodalizio cuorgnatese.  Il martedì, il mercoledì e il venerdì nell’ex filanda un mosaico di bandiere si compone nella gigantesca cartina geografica appesa sulla parete centrale. Cina, Marocco, Afghanistan, Pakistan, Sri Lanka, Iran, Armenia, Sudan, Cecenia, Nigeria: sono le Nazioni di origine delle 60 iscritte ai corsi di cucito e italiano proposti da Vides. Un felice appuntamento di inclusione e formazione, ma anche un momento di svago in cui nascono e cementano amicizie. Vides è un luogo di incontro e di scambio, dove le differenze di religione o provenienza non sono ostacoli. Un posto dove le mamme straniere possono arrivare con i propri figli, sicure che qualcuno si prenderà cura di loro mentre seguono le lezioni. Una famiglia «allargata» che nelle scorse settimane ha festeggiato in grande stile la fine dei corsi di questa stagione con la consegna di piccoli grandi premi per la frequenza.

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Il bilancio positivo

L’occasione giusta per fare un bilancio. «L’aumento delle iscritte ci fa pensare che stiamo facendo qualcosa di importante – ha spiegato Anita Gay – Per fortuna, abbiamo avuto l’ingresso di forze nuove tra le volontarie, tra cui la brava  cuorgnatese, Martina, che si è occupata dei bimbi. Le ragazze vorrebbero venire a studiare italiano e ai laboratori di cucito tutti i giorni, ma non è facile già così. Viviamo di volontariato e di donazioni e senza entrate sicure le spese non sono poche, a cominciare dall’affitto al Comune. Abbiamo bisogno di una mano, da parte di tutti e specie da Amministrazione e Istituzioni altrimenti non sarà facile continuare».