Mancano i nomi delle vie ed in frazione è caos sulla toponomastica con disagi pesanti a carico degli abitanti. Succede a Sant’Anna Boschi, piccola borgata collinare di Castellamonte.

Caos toponomastica

Il problema del “Caos toponomastica” è stato portato all’attenzione del sindaco di Castellamonte, Pasquale Mazza, in un incontro pubblico andato in scena lo scorso 13 settembre al salone pluriuso della Società di Mutuo Soccorso Boscherese. Alla seduta a «porte aperte» del vivace consiglio di frazione hanno preso parte, oltre ad una trentina abbondante di residenti, anche gli assessori Patrizia Addis e Marco Bernardi Ghisla. Al tavolo dei relatori c’erano inoltre i rappresentati della frazione Sant’Anna Lorenzo Nicotra e Marco Querio.

Consiglio di frazione

«Avere un recapito facilmente individuabile non è solo fondamentale per il normale ritiro di posta e acquisti online, ma diventa di importanza vitale quando un ritardo anche di pochi minuti nell’intervento di un’ambulanza può compromettere l’assistenza di malati o persone in difficoltà hanno spiegato i residenti a Sant’Anna – La frazione paga il disagio di non avere vie provviste di nome e di numerazione logica che rende impossibile rintracciare un indirizzo anche con strumenti GPS». Un’impasse delicata con i boscheresi che speso si sono trovati nelle condizioni di dover attendere i mezzi di soccorso in punti nevralgici per poi guidarli materialmente fino a casa. Non sempre tuttavia si riesce ad ovviare in questo modo, soprattutto considerando che in molti casi si tratta di persone anziane.

Leggi anche:  Sagra della Castagna a Nomaglio

Soluzioni cercasi

Sul caso toponomastica, il Consiglio di Frazione ha quindi proposto, in collaborazione con Sindaco, Assessori e tecnici comunali, di creare un gruppo di lavoro necessario ad individuare il modo più efficace, rapido e meno impattante sulla popolazione per risolvere definitivamente questo grave disagio. Come emerso dall’assemblea non verranno invece installati in frazioni i dossi per combattere gli automobilisti con il piede pesante. La richiesta di dotare i centri abitati di questi dissuasori, ha spiegato il borgomastro Mazza, è stata respinta in quanto recano difficoltà di intervento veloce da parte delle ambulanze.