Archiviate le polemiche politiche, nate per la mancata cerimonia ufficiale in occasione del 2 giugno, domenica scorsa, 7 luglio, si è tenuta a Castellamonte l’inaugurazione della targa ceramica per Sandro Pertini.

Targa ceramica di piazza Pertini

L’opera, realizzata dall’artista Maurizio Grandinetti, è stata posizionata dall’Amministrazione comunale nella piazza intitolata alla memoria dell’indimenticato ex Presidente delle Repubblica. Al taglio del nastro della targa ceramica di piazza Pertini hanno partecipato, il sindaco, Pasquale Mazza, gli assessori, Chiara Faletto e Patrizia Addis, e il consigliere comunale, Claudio Bethaz. Insieme a loro hanno preso parte alla manifestazione, il segretario nazionale del Partito socialista, Enzo Maraio, l’onorevole, Gabriele Salerno, l’ex assessore castellamontese, Maurizia Bertoncino, e il segretario del Club Turati del Canavese, Salvatore Giuliano. «Mi auguro che questa inaugurazione serva a smussare definitivamente le polemiche che ci sono state – ha detto Maraio – Sandro Pertini è stato un Presidente della Republiica umano e un grande uomo. Una giornata come quella di oggi è l’occasione migliore per rilanciare al presente e al futuro i valori che Pertini ha trasmesso agli italiani. Il suo ricordo deve essere un esempio di libertà e democrazia per i giovani».

Taglio del nastro

L’inaugurazione della targa castellamontese è avvenuta 41 anni dopo quello storico 8 luglio 1978, quando Pertini fu eletto al Quirinale. «Oggi ricordiamo un pilastro della Repubblica Democratica Italiana – ha spiegato Salvatore Giuliano, che ha portato i saluti del senatore Enrico Buemi – Il Presidente più amato dagli italiani. Celebriamo un uomo che non ha esitato a mettere a repentaglio la propria vita per difendere ed affermare i propri ideali di Libertà, Pace e Giustizia; infatti è stato partigiano, antifascista, detenuto politico e messo al confino. Ed è grazie al sacrificio e all’abnegazione di questi uomini che oggi abbiamo la pace e la libertà che a molti sembrano scontati, ma non lo so affatto, e norme importanti come quelle contenute nella Dichiarazione Universale dei diritti umani».

Il discorso del primo cittadino

Il primo cittadino, Pasquale Mazza, è tornato sulla rimozione della targa plastificata posizionata in piazza Pertini da Enrico Cuccodoro e da alcuni castellamontesi: «Ci sono state un po’ di incomprensioni. Non abbiamo nulla contro contro il senatore Eugenio Bozzello, che rispettiamo in quanto vera e propria istituzione di Castellamonte, o contro il Partito Socialista. Ne è la prova l’aver invitato per questa inaugurazione il loro segretario nazionale, Maraio, che ringrazio per la sua presenza. Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, non è di qualcuno. E’ il Presidente di tutta l’Italia, non per niente è stato il più amato dagli italiani. Anche la data scelta per questo taglio nel nastro non è casuale. E’ collegata all’8 luglio 1978 quando fu eletto al Quirinale. Questa targa mancava da dieci anni: mi chiedo perché qualcuno si è svegliato solo adesso. L’iniziativa del 2 giugno è stata una presa di posizione provocatoria. L’Amministrazione comunale è stata contattata dal segretario Giuliano e da un gruppo di altre persone per una serie di manifestazioni tra cui il 2 giugno».

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Il Presidente più amato dagli italiani

Pasquale Mazza aggiunge: «Come Comune abbiamo celebrato la Festa della Repubblica portando per la prima volta, dopo anni, i giovani e i 18enni prima in Municipio e poi a Messa. Su quell’evento discusso, e abbiamo le mail a riprova, avevamo chiesto di fare tutto al pomeriggio visto che al mattino c’era già in programma l’intitolazione della piazza di Spineto a don Conta. Bastava parlarsi. Invece quello che è successo è stata una forzatura e questa Amministrazione non tollera atti di imperio. La targa era già pronta, oltretutto. Vogliamo fare le cose per bene. Un foglio di carta plastificato che porta il nome di un grande Presidente come Pertini non è decoroso. Lo mettano a casa loro. Per quello l’ho fatto rimuovere. Questa è la casa di tutti i cittadini. Proprio Pertini predicava la Libertà e non l’imperio. Avrebbero potuto chiedere, proprio come fatto da Casa Pound con il mazzo di fiori in via Martiri delle Foibe. Avrei detto tranquillamente: “facciamolo”. Quello che è successo il 2 giugno non è accettabile. Non vogliamo avere a che fare con quel ragazzo e quelle persone che creano polemiche ad arte. Siamo moralmente alternativi a questa gente».