Un allegro Ferragosto nel cuneese per il Centro anziani «Enrico Tino» fra pellegrinaggio e convivio. L’iniziativa del sodalizio di San Giusto non ha deluso le attese.

Centro anziani «Enrico Tino»

Una comitiva di 49 gitanti del Centro Anziani Enrico Tino ha trascorso insieme il giorno dell’Assunzione, in una trasferta che ha regalato scenari del Monregalese che addolcivano il viaggio fra verde, colli e paesini appollaiati sui cucuzzoli. La prima tappa era ai piedi della Madonna, nel Santuario della Natività di Maria Santissima, dopo un rapido giro e ristoro per i portici che la circondano, con temperatura gradevole ed un cielo terso.

In pellegrinaggio

Alla Messa, concelebrata dal rettore locale e da don Roberto Verga, parroco di Cerro Maggiore (Milano) che aveva al seguito un nutrito gruppo di pellegrini, hanno scolpito i cuori dei presenti le parole dell’omelia: «Oggi la Chiesa ci invita alla contemplazione della Salvezza – ha detto don Francesco Tarò – , con Maria che ha riconosciuto ciò che Dio ha fatto nella sua vita, dicendo il suo sì fino alla croce. Maria ci è vicina, Lei che ha sempre mantenuto la Fede, e ci consola infondendoci Speranza e ricordandoci la Promessa di Dio. Nel Magnificat, i segni del suo cammino fra noi. Ci ricorda che Dio è Misericordia e che Gesù innalza chi è umile, piccolo, come bambino. Rammentiamoci anche sempre che i beni passano e le nostre buone opere restano. Viviamo la nostra Missione da cristiani, come ci insegna Maria col suo esempio, sempre al fianco di Gesù. E noi, che veniamo qui per pregare per ricevere in dono forza e coraggio contro i valori sbagliati del mondo, cerchiamo sempre di costruire e realizzare la fratellanza umana: perché siamo tutti figli di Dio, senza distinzioni».

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Momenti conviviali

Al termine, il Magnificat cantato e voci alterne, prima della benedizione. Fermandosi per un momento di preghiera anche davanti all’effige di Maria Bambina. Quindi, il trasferimento a Roccaforte Mondovì, ai piè dei monti sovrastati dal cielo divenuto nuvoloso, ha recato l’allegra comitiva al ristorante nella borgata di Norea (Valle Ellero), che varie similitudini aveva con Cortereggio: lo scenario agreste, la bella chiesa dedicata a Maria, il negozietto di alimentari, il corso d’acqua che lo sfiora, gli orti nelle case. Le ore son trascorse serene, come fra amici di lunga data: il convivio, le partite a carte, le passeggiate. Col rientro in serata, col cuor leggero e gioioso dopo una giornata trascorsa fra festa e preghiere.