Una “pazza” tuk tuk Race e un cuorgnatese in viaggio tra le meraviglie dello Sri Lanka. Nuova avventura per il canavesano, Luca Sgarbossa, e il gelese, Gabriele Saluci.

Tuk tuk Race

Il mondo è un libro. Quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina. Tuttavia, non solo ne leggerà, ma ne scriverà di meravigliose chi ha scelto il «mestiere del vento»: quello del viaggiatore. Proprio come sta facendo il cuorgnatese, Luca Sgarbossa. Dopo aver percorso quasi 2000 chilometri in sella a una bicicletta elettrica in Islanda, tra geyser, tende, squali affumicati, piantagioni di pomodoro da far invidia al sud Italia, iceberg sparsi e aver rubato l’occhio dei telespettatori di «Mamma Rai» con il simpatico e suggestivo reportage dell’epica impresa, il 34enne art director e insegnante allo IED di Torino, insieme all’amico gelese, Gabriele Saluci, è ripartito. I due, questa volta in compagnia anche di Erica Rossi, hanno ancora una volta stupito tutti. Hanno infatti realizzato la Tuk-Tuk Race, mettendo insieme con altri 22 avventurieri la carovana più strana che lo Sri Lanka abbia mai visto, come si può vedere nelle foto di Saluci, Sgarbossa e Rossi.

Sto Gran Tour

Il laboratorio di viaggi «Sto Gran Tour» non delude mai. A bordo di 8 colorate «ape» hanno dato vita ad un epico “sciame” in movimento. Hanno guidato per 1200 chilometri tra templi millenari, uova di tartarughe notturne, volpi volanti, montagne altissime con piantagioni di tè. Hanno tenuto alto il tricolore in improvvisate partite a cricket nella foresta tropicale e hanno scoperto un luogo magico facendo attenzione all’improvviso attraversamento di elefanti o dormendo in capanne sugli alberi con un cielo stellato come tetto. Spesso impolverati, con le mani piene di grasso, ma con gli occhi stupefatti.

Sri Lanka

«Lo Sri Lanka è uno dei luoghi culturalmente meglio conservati e selvaggi di tutta l’Asia. Nonostante la sua piccola dimensione regala emozioni e paesaggi che non si trovano in nessuna parte del mondo – spiega Luca Sgarbossa – Abbiamo scelto il Tuk-tuk perché è uno dei principali mezzi di spostamento di quella nazione. Lo Sri Lanka è pieno di queste “api”. E poi ci piaceva l’idea di spostarci con lentezza. Volevamo vivere ogni istante di questo paradiso». Non sono mancati gli inconvenienti. La compagnia di viaggio di Sgarbossa si trovava infatti in Sri Lanka il giorno delle esplosioni che hanno colpito chiese e hotel frequentati anche da turisti stranieri.

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Espolosioni a Colombo

«Più che paura, c’è stata una sensazione di fatalità – spiega Luca protagonista della Tuk tuk race – Eravamo a Colombo quando abbiamo saputo delle prime esplosioni. La situazione si è subito aggravata. Sono riuscito appena in tempo a mandare una mail a casa per dire che stavo bene e poi c’è stato una specie di black-out dei mezzi di comunicazione. Siamo rimasti in albergo quanto necessario, ma alla fine abbiamo potuto iniziare il nostro tour. Lungo il percorso abbiamo incontrato alcuni posti di controllo ma è stato tutto tranquillo. Non ci siamo mai sentiti in pericolo. Lo Sri Lanka ci è apparso sicuro e accogliente, la gente del posto è simpatica e curiosa. Sono ospitali. Al ritorno a Colombo al di là dei comprensibili controlli non abbiamo notato nessuna psicosi da attentato ma erano molto preoccupati del feedback negativo a livello turistico dopo quanto successo. Ci torneremo ad agosto e guideremo una nuova carovana. A novembre invece saremo con “Sto Gran Tour” in Namibia. Sto infine lavorando per un’iniziativa legata alle bici elettriche a Cuorgnè, al Cycle Cafè di via Ivrea».