Riuscito taglio del nastro in via Arduino a Cuorgnè, dove sabato scorso, 6 luglio, è stata inaugurata l’opera d’arte “Macchina del tempo 126” dell’artista Gian Paolo Quaglia.

Macchina del tempo 126

Un angolo di via Arduino è tornato agli antichi splendori. Si chiama «Macchina del tempo 126» ed è la suggestiva ed originale opera ceramica nata dall’ispirata vena artistica del castellamontese, Gian Paolo Quaglia, e inaugurata sotto i portici del centro storico cuorgnatese sabato scorso, 6 luglio. La caratteristica scultura è stata realizzata con la tecnica della monocottura ad alte temperature, senza smalti. Ad impreziosirla c’è una curiosa serie di numeri, con riferimenti biblici e alla mitologia norrena e sumera. Una scultura unica nel suo genere che è stata donata da Quaglia al Comune di Cuorgnè per abbellire una delle zone più degradate dello storica via Arduino.

Via Arduino

Un plauso speciale è stato poi rivolto ai titolari della vicina macelleria da Verre, che con grande senso civico si sono rimboccati le maniche e si sono occupati di ritinteggiare il porticato dove è stata poi collocata la «Macchina del tempo 126». Al taglio del nastro erano presenti gli assessori, Lino Giacoma Rosa e Carmelo Russo, i consiglieri comunali, Mauro Fava, Sabrina Mannarino, Giovanna Cresto, Venni Crisapulli, il consigliere comunale di Castellamonte, Paolo Recco, e il sindaco di Cuorgnè, Giuseppe Pezzetto.

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Le parole del sindaco

«Una serie di numeri e segni con origini diverse nell’opera d’arte in ceramica, per me una sorta di “cabala” – ha commentato il primo cittadino del paese delle due torri – se è vero che la “bellezza salverà il mondo” la collaborazione tra cittadini per rendere più bella questa porzione dei nostri antichi portici è un piccolo ma per noi significativo tassello che va in quella direzione».