Chi sarà ad organizzare la prossima Festa di San Savino? L’Associazione Festa e Fiera di San Savino fa sapere di rinunciare ad un eventuale incarico.

Associazione Festa e Fiera di San Savino

E’ con una lettera diretta al sindaco Sertoli che il presidente dell’Associazione Festa e Fiera di San Savino Renzo Galletto rinuncia all’eventuale mandato per l’organizzazione della Patronale della Città d’Ivrea. Un peso troppo grande scrive Galletto per una associazione di volontari e senza scopo di lucro.

Le motivazioni

Sono due le motivazioni espresse da Galletto che scrive:

I motivi di tale decisione sono da annoverare essenzialmente in due punti:
1) l’organizzazione dell’evento di San Savino inteso come noi lo vediamo, ma soprattutto alla luce delle nuove normative in materia di sicurezza, richiede un’assunto di responsabilità economiche, organizzative e penali per le quali nessun organizzatore può a cuor leggero assumersi un’incarico così gravoso, per conto di un’associazione privata oltretutto senza scopo di lucro.
2) per motivi di salute, d’impegni professionali di lavoro e di possibili responsabilità pubbliche, diversi membri dell’attuale direttivo (su cui ha pesato una mole immane di lavoro e di responsabilità), hanno rassegnato irrevocabili dimissioni. Tutto questo ha posto l’Associazione (in attesa di una propria interna riorganizzazione) in una condizione di non operatività con prospettive non semplici per il proseguo dell’attività per cui è nata.

Uno spunto di riflessione

Galletto  poi fa una riflessione e invita il sindaco ad un’attena valutazione.

Su un altro punto La richiamo ad un’attenta valutazione sulle prospettive della manifestazione; ed è la nostra visione di trasformare una Festa Patronale, in un evento fieristico nazionale della cultura del cavallo.
Abbiamo compiuto scelte logistiche a nostro avviso irreversibili, perché funzionali a tutta una serie di tematiche indispensabili per i grandi eventi.
La sicurezza, l’implementazione partecipativa, una visibilità non localistica ed infine un piano economico sostenibile in una prospettiva di collaborazione pubblica e privata. Tutte queste scelte, ci paiono un grande salto di qualità per le prospettive future.
Ma tutto ciò, richiede uno sforzo organizzativo di grande spessore e di enorme dispendio di energie, logico quindi un fisiologico ricambio.