Intervista al regista di Azeglio Achille Zaino, venti anni di carriera dietro la telecamera e un sogno nel cassetto… partecipare al Festival di Cannes.

Achille Zaino, fra i primi ad effettuare riprese con i droni

E’ nato il 28 ottobre di 50 anni fa. E’ Achille Zaino, di Azeglio, regista tra i primi a ottenere il brevetto per utilizzare i droni, effettuando spettacolari riprese aeree. Ecco l’intervista che abbiamo realizzato con lui.

L’intervista

Come è nata la passione per il cinema? «Ne sono sempre stato un appassionato; ho iniziato circa 20 anni fa partecipando alla produzione del cortometraggio Phantom di Silvano Corelli, poi premiato al Festival trash di Roma».
Cosa pensi del cinema in Italia? «Non viene sovvenzionato abbastanza, qui bisogna autoprodursi, non è semplice. E poi c’è un abisso, ad esempio, rispetto al cinema americano, a cominciare dalla recitazione: quella italiana ha tempi diversi».
E delle produzioni estere? «Restando all’esempio dei film americani, oggi prevalgono soprattutto gli effetti visivi sul resto».
Si predilige di più la «forma» alla sostanza? C’è crisi anche nell’inventare nuovi soggetti? «Non è semplice fare un film e ancor più complesso strutturarlo, anche perché oggi alla gente molti argomenti non piacciono e ai produttori interessa incassare ai botteghini…»
Quando stare dietro alla «cinepresa» è diventato un lavoro? «Dopo il cortometraggio ho proseguito da solo, unendo le riprese ad un’altra mia grande passione: i motori. Così ho perfezionato il sistema cosiddetto di camera car, caratterizzato dal fissare l’obiettivo direttamente alla carrozzeria del veicolo».
E poi dal cielo… «Sono stato uno dei primi a prendere il brevetto per pilotare i droni, anche perché quando ho iniziato, una decina di anni fa circa, non erano diffusi come oggi. In questo modo ho potuto cambiare completamente la prospettiva dei miei filmati».
In questi anni dove hai realizzato principalmente le riprese? «Questa mia specializzazione mi ha portato a girare l’Europa, ma anche l’Asia, collaborando con importanti società, come ad esempio Mediaset, nella produzione di documentari, pubblicità e anche film».
E sul territorio? «Sono stato il primo a riprendere con un drone il Carnevale di Ivrea, quando ancora non erano in vigore certi regolamenti; ora non sarebbe nemmeno più possibile, se non chiedendo particolari autorizzazioni. La Battaglia delle arance è tra i filmati che hanno avuto più successo».
Come la tua pagina su Facebook, Zainz, molto seguita… «L’ho aperta quasi per gioco, postando alcuni filmati personali ed è stata da subito seguita con interesse. Così alle mie riflessioni su temi di attualità, ho poi via via postato anche altri video, ottenendo migliaia di visualizzazioni e condivisioni».
Ce n’è uno in particolare che è diventato più popolare di altri? «Sono tanti quelli diventati inaspettatamente virali, dal video incentrato sulla violenza alle donne a quello sul suicidio, o altri ancora dove ho parlato di relazioni e tradimenti».
Quali sono i progetti per il futuro? «Attraverso la mia amica, Roberta Argiola, sto preparando una biografia e dal libro vorrei poi sviluppare anche un film».
Il tuo sogno nel cassetto? «Spero di realizzarlo attraverso il film sulla mia biografia e cioè partecipare al festival di Cannes».
Di cosa parlerà? «Non sarà la “classica” biografia auto – celebrativa, bensì il racconto di tante vite, ossia tante persone, che si intersecano tra loro, condividendo insieme un pezzo di percorso. Insomma, una storia di amore, magia e spiritualità».