Presentato a Cuorgnè “La cadenza dell’inganno”, ultima fatica di Marco Cima che giunge con un monito ai givani: “Fate in modo che la storia non si ripeta”.

“La cadenza dell’inganno”

L’ex chiesa della Santissima Trinità di Cuorgnè ha fatto da cornice venerdì 25 gennaio alla presentazione dell’ultimo romanzo di Marco Cima: “La cadenza dell’inganno”. L’iniziativa si è svolta alla presenza del sindaco, Giuseppe Pezzetto, degli amministratori comunali, Lino Giacoma Rosa e Giovanna Cresto, della professoressa e presidente dell’ente morale Giusto Morgando, Maria Carola Peradotto. L’evento si è tenuto nei giorni immediatamente precedenti la ricorrenza internazionale della Giornata della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto. Per questo “La cadenza dell’inganno” ha assunto per il folto pubblico in sala il valore speciale di testimonianza. L’occasione giusta per ricordare e far riflettere sulle gravi azioni repressive contro gli ebrei perpetrata da nazisti e fascisti negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale. L’ultima fatica letteraria dello scrittore canavesano giunge infatti come un monito rivolto in modo particolare alle giovani generazioni, lontane dagli orrori della guerra e della segregazione razziale che colpì duramente gli ebrei di tutta l’Europa, affinché conoscano la storia e non dimentichino.

Il Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria è stato istituito affinché il ricordo dei fatti inumani accaduti nella civilissima Europa non possano ripetersi. Cima ricostruisce la storia di un giovane musicista di talento che per il semplice fatto di essere ebreo viene escluso dalla scuola e quando la caduta di Mussolini e l’occupazione nazista condusse alla guerra civile dovette nascondersi e fuggire tentando di scampare a una sorte terribile che la follia del dittatore tedesco e dei suoi sodali teorizzòcome “Soluzione finale”, grazie alla quale milioni di ebrei e di indesiderati dal regime vennero deportati nei campi di sterminio, costretti ai lavori forzati e infine soppressi, secondo una procedura che non lasciava scampo.

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La trama

La storia che Cima racconta nel suo romanzo è paradigmatica. Nella vita di Alessandro, uno studente del Conservatorio dotato di particolare talento, irrompe il dramma insensato delle leggi razziali e della guerra, oscurandone l’avvenire e votandolo a un avvenire di violenza e segregazione. La storia, ricostruita con una paziente indagine, emerge grazie a una serie di testimonianze, ognuna delle quali ne mette a fuoco un frammento. Leggere il romanzo è come dipanare una matassa tra la città e gli angoli remoti di una campagna appartata, dove gli echi della guerra giungono attutiti come un semplice rumore di fondo, fino a quando la situazione precipita e il conflitto entra nel cortile di casa. A quel punto è la montagna con i suoi luoghi aspri, quasi inaccessibili, a offrire un asilo estremo, dove il giovane ritrova la forza per guardare al futuro. La narrazione si addentra nelle peggiori manifestazioni degli istinti umani scatenati dalla più infame vicenda politica del Novecento, ma accanto a questi fatti, duri come pietre, emergono episodi di grande umanità in grado da soli di riscattare un’intera generazione.