Premio Letterario «Enrico Trione»: il concorso diventa itinerante. Da quest’anno porterà la cerimonia di premiazione anche in altri Comuni del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Premio Letterario «Enrico Trione»

Diventa itinerante il Premio Letterario Nazionale «Enrico Trione – Una fiaba per la montagna». Il concorso, nato a Pont Canavese su iniziativa dell’associazione culturale «’L Péilacan» per ricordare il giovane socio e scrittore di fiabe Enrico Trione, prematuramente scomparso nel 2001, da quest’anno porterà la cerimonia di premiazione anche in altri Comuni appartenenti all’area territoriale del Parco Nazionale del Gran Paradiso, di cui dal 2006 è premio letterario ufficiale. La premiazione finale dei vincitori per questa 18ma edizione è prevista infatti per il 28 settembre a Locana.

Rilevanza nazionale

Il Premio è organizzato dall’associazione «‘L Péilacan» con il Comune di Pont Canavese, il Comune di Locana e il Parco Nazionale del Gran Paradiso ed è suddiviso in 4 sezioni (Italiano, Piemontese, Francoprovenzale e Giovanile). La presenza nella sezione italiano di autori provenienti da molte regioni del nostro Paese conferma la rilevanza nazionale del concorso, mentre le sezioni «Piemontese» e «Francoprovenzale» permettono di valorizzare le caratteristiche linguistiche regionali e locali, proponendole in un contesto di maggior visibilità. La sezione «Giovanile» consente invece a nuove generazioni di scrittori di cimentarsi con il tema della fiaba. Una sezione a parte è dedicata all’animazione, con la realizzazione di un cartone animato basato su una delle fiabe inviate.

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Il doppio

Il tema scelto dalla giuria, presieduta dal professor Giovannio Tesio, per l’edizione 2019 è: il doppio. Il doppio, il sosia, il perturbante, ciò che ci inquieta. Lo sdoppiamento e il raddoppiamento dell’io. Un tema che nelle fiabe si ripete in forme diverse. La proiezione del vero in una maschera, che lo modifica. Moltiplicazioni dell’io, proiezioni dell’inafferrabile, metafore del mistero che sta sotto le pieghe della realtà in cui pensiamo di consistere. Il doppio, dunque, come verità e come falsificazione, oppure, come verità falsificata, come inganno, come equivoco, come ambiguità, come esplorazione degli enigmi e dei segreti, o dei mostri che ci abitano. Il doppio come ricerca di sé, come viaggio nell’ignoto che è il noi, come esplorazione di ciò che non conosciamo e che vorremmo conoscere. Il contraddittorio e sempre vivo dibattito del bene e del male, Caino e Abele, il buono e il cattivo, un gemellaggio di rivalità e di possibile conciliazione. La scadenza per l’invio degli elaborati è il 15 giugno 2019. Le opere premiate saranno raccolte nel volume «Una fiaba per la montagna», curato da Gianfranco Schialvino. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web del premio www.unafiabaperlamontagna.it.