Si è chiusa positivamente una bella Festa di san Rocco, tradizione di sempre del cantone sangiorgese solcato dal rio Molinatto: tanta gente, musica, buona cucina, tavolate allegre per tre serate di seguito.

Festa di San Rocco

A San Giorgio la Festa di San Rocco si perde nella notte dei tempi. Riunisce da tempo immemore gli abitanti del cantone Molinatto e tutti coloro che sono affezionati a questo appuntamento ormai imperdibile per molti, anche dai paesi del circondario. Il bel tempo e la temperatura serale gradevole hanno garantito il successo della kermesse, portata avanti dai numerosi volontari in tenuta rossa. Una super squadra dove non si contano le generazioni: nonni, padri, figli, nipoti.

Tre giorni da record

E così, al parco giochi la tensostruttura è stata il fulcro di tre giorni intensissimi che ha visto, oltre a fornelli e tavoli gremiti con protagonisti piatti appetitosi, il concerto della locale Mixobolo Band e la ormai consolidata Cursa&Spasugià dij Brusatà giunta oramai alla quinta edizione di «successo non competitivo». Tutta la soddisfazione da uno dei tanti «eredi in famiglia», espressa dal figlio di Arialdo Milano (che realizza i colorati palloni dell’altrettanto tradizionale lancio): «Abbiamo avuto un afflusso record alla festa di San Rocco – conferma Federico Milano – , sia al sabato sera con almeno 200 ospiti che la domenica, notoriamente più tranquilla. E con una novità per il giorno di chiusura: la nostra polenta ultra decennale fatta col pignoletto rosso, grazie al lavoro della locale azienda agricola di Loris Caretto sugli antichi mais piemontesi. Con la nostra band sangiorgese che ha offerto un concerto di almeno tre ore fra pop, rock e revival anni 70-80 che ha fatto fare festa a tutti i presenti fino all’una di notte».

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Tradizione che continua

Un lavoro che impegna almeno due settimane, fra preparazione, realizzazione, smontaggio: culminato in bellezza col pranzo fra soli volontari e simpatizzanti allo stesso parco giochi, con la felicità di una tradizione che continua e non si perde, calamitando sempre tanta gente: «Dipendiamo sempre dal tempo e quest’anno è stato particolarmente clemente. Abbiamo dei costi per realizzare la location della kermesse, ma non è una questione di utili. Dobbiamo ringraziare tutti quanti ci danno una mano, ci sono vicini o ci supportano – aggiungono gli organizzatori – il comune con la parte burocratica, gli sponsor col sostegno, coloro che sono coinvolti fra lavoro e presenze. Oltre al lancio del pallone del sabato e della domenica, non sono mancati i momenti religiosi per il nostro santo protettore nella chiesa di piazza Matteo Pescatore, con priora entrante Elda Mezzano. Ed una corsa che conferma numeri stabili, con più corridori rispetto ai camminatori». Corsa non competitiva nel pomeriggio domenicale con “vincitore morale” sul traguardo Stefano Meinardi su 35 partecipanti; e 4 bambini che non hanno voluto mancare e che meritano la citazione senza classifiche: Tommaso, Simone, Gioele e Federico.