Il dirigente scolastico di Castellamonte, Colleretto Castelnuovo, Bairo, Agliè, Valperga Federico Morgando: «Non toglierò il crocefisso nelle aule».

Morgando: «Non toglierò il crocefisso nelle aule»

«La questione del crocefisso in classe è molto sentita in Italia. Ritengo che le scuole non debbano rappresentare una sola cultura ma permettere a tutte di esprimersi. Penso ad una scuola laica e che dia spazio a tutti i modi di pensare. Meglio appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione». Il commento del Ministro all’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, sta facendo molto discutere, anche in Canavese. «Nelle scuole sotto la mia dirigenza il Crocefisso resta nelle aule, comunque la pensi il Ministro Fioramonti» così parlò il Preside Federico Morgando, che gestisce 18 scuole e oltre 2000 studenti tra sede di titolarità e reggenza nell’alto Canavese. Castellamonte, Colleretto Castelnuovo, Bairo, Agliè, Valperga: il crocefisso resta al suo posto alle nostre «latitudini» scolastiche.

«Non è un simbolo discriminatorio»

«Non toglierò mai il Crocefisso dalle pareti delle classi – ribadisce il dirigente scolastico, Federico Morgando – Sulla “scuola laica, che permetta a tutte le culture di esprimersi non esponendo un simbolo in particolare” vanno fatte delle precisazioni. Su questo argomento ci sono già due decisioni del Consiglio di Stato, una sentenza della Corte Costituzionale e una della Corte Europea dei diritti dell’uomo. Sono proprio questi pronunciamenti a dare una lettura positiva e non riduttiva della laicità: il Crocifisso non è un simbolo discriminatorio, ma richiama valori civilmente rilevanti. Ritengo che il Crocifisso nelle aule abbia una funzione simbolica, fortemente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli insegnanti e dagli studenti».

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«Duemila anni di storia costituiscono un “patrimonio”»

Si tratta di una presa di posizione forte da parte del preside: «Sono assolutamente contrario ad appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione al posto del Crocefisso, come consiglia il Ministro, che dovrebbe invece preoccuparsi della drammatica situazione dell’edilizia alla quale cerchiamo in continuazione di mettere rimedio oppure ai ritardi gravissimi nella nomina dei docenti di sostegno per gli alunni in difficoltà. Spesso sono gli stessi studenti a chiedermi di mettere il Crocefisso nelle aule in cui manca e sono ben lieto di aderire alle loro richieste. Mi sembra infine necessario ricordare che duemila anni di storia costituiscono un “patrimonio ” del nostro Paese oltre che dell’Europa».