Reddito di inclusione, Ferrari: «Questo strumento ci ha permesso di intervenire su fasce sociali che un tempo gli operatori non erano in grado di intercettare».

Reddito di inclusione

E’ stato presentato ieri dall’assessore regionale alle politiche sociali, della famiglia e della casa Augusto Ferrari il secondo monitoraggio relativo alle richieste del Reddito d’Inclusione. Sono state 20.707 le domande ricevute in Piemonte, con un incremento del 64,8% dal 31 gennaio al 31 marzo.

Il commento dell’assessore Ferrari

«Siamo qui oggi a rendere conto del secondo monitoraggio sul REI che abbiamo elaborato dall’inizio dell’anno – apre l’assessore Ferrari – Per comprenderne l’andamento e perché l’avvio di questa misura è una delle priorità del nostro mandato. Ci tengo a sottolineare che mai prima del REI si era provveduto, su scala nazionale e per legge, ad individuare uno strumento che intervenisse come livello essenziale di servizio nelle politiche sociali. Questo è fondamentale, perché ci ha permesso di intervenire su fasce sociali che un tempo gli operatori non erano in grado di intercettare».

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I dati

Infatti anche il secondo monitoraggio conferma le categorie che fanno maggior richiesta del reddito d’inclusione. Ovvero le famiglie con almeno un minore a carico, per una percentuale del 55%, e le famiglie con un lavoratore over 55 anni disoccupato, per una percentuale del 35%.

Solo 5.775 le domande respinte, a fronte di 6.304 accolte e 6.843 accolte ma in fase di valutazione.

Stabile anche il trend che vede la suddivisione tra cittadini italiani, facenti parte dell’Europea e coloro che appartengono alla fascia extra europea; 47% per i cittadini italiani, 38% i cittadini UE e 15% quelli UE.