Studenti favriesi della Vidari in trasferta in Gran Bretagna. Il tutto per imparare meglio l’inglese.

Studenti favriesi della Vidari in trasferta in Gran Bretagna

Un affiatato gruppo di studenti e studentesse della scuola secondaria di Primo grado «Vidari», appartenente all’Istituto Comprensivo di Favria, ha avuto l’opportunità di approfondire la conoscenza della lingua inglese partecipando ad un viaggio in Gran Bretagna, più precisamente a Bristol e Londra. Il programma didattico è stato parecchio interessante, come spiegato dalla dirigente scolastica, dottoressa Valeria Miotti: «Un calendario di iniziative e lezione intenso, realizzato grazie anche alla collaborazione con esperti docenti madrelingua, intervenuti nelle classi formate a seconda del livello di preparazione iniziale. Il tutto si è svolto con l’utilizzo di materiale didattico offerto dalla scuola ospitante».

Tanti i luoghi ed i monumenti visitati nell’occasione

Le lezioni si sono rivelate molto coinvolgenti. «Erano basate su contenuti specifici, quali discussioni, simulazioni di situazioni pratiche, giochi interattivi. Inoltre non sono mancate attività ricreative, come sport e gite a Bristol, il «Bath Walking Tour» della cittadina romana famosa per le sue terme, la visita di Cheddar, con la più grande gola della Gran Bretagna, o quella a Stratford ed i tre giorni trascorsi a Londra. Qui gli studenti hanno visitato moltissimi attrazioni culturali della capitale britannica. La vacanza studio ha pure previsto attività sociali, con l’assistenza di personale madrelingua, quali teatro, giochi interattivi, party a tema, cerimonia di premiazione e consegna dei diplomi British Council».

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Tirando le somme, il bilancio è positivissimo

Il bilancio finale è di tutto rispetto: «Sicuramente è stata un’esperienza altamente formativa, perché gli alunni hanno sia migliorato il proprio livello linguistico che consolidato il proprio bagaglio culturale. In più, l’esperienza ha contribuito a rendere i giovani maggiormente indipendenti, consapevoli delle loro capacità, desiderosi di relazionarsi con nuove culture, più responsabili e open-minded». Un particolare plauso va alla professoressa Mariana Gaita che ha curato l’organizzazione dell’iniziativa e che ha accompagnato gli studenti e le studentesse.