Il bilancio di Volpiano non convince il banco della minoranza. Per i tre gruppi le scelte politiche di questa amministrazione sono ridotte al minimo.

Il bilancio di Volpiano

Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Volpiano, lunedì 29 aprile, è stato approvato il bilancio del 2018. Curiosamente, il rendiconto finanziario è stato discusso proprio durante la prima seduta dell’assise civica di questa legislatura che non si è svolta in Sala Polivalente ma nella sala Riunioni della Biblioteca Comunale, che un tempo ospitava le scuole del paese. Abbiamo chiesto dunque ai tre gruppi consiliari di minoranza di valutare l’anno trascorso. Malgrado le divergenze politiche, però, la loro critica è unanime.

Il commento dell’Assessore Panichelli

«I numeri – ha sottolineato l’assessore al Bilancio Giovanni Panichelli – testimoniano lo sforzo dell’amministrazione comunale per mantenere i servizi ai cittadini e finanziare importanti opere pubbliche». La Corte dei Conti ha approvato il rendiconto del comune. «Nulla da eccepire da questo punto di vista», sottolineano in coro i consiglieri di minoranza.

Le proteste dei consiglieri

«Il dato rilevante – sottolinea il consigliere M5S Davide Raso – è che i servizi sono gli stessi da 10 anni. Si mantiene lo stato attuale e non si tengono in considerazione le necessità del cittadino. Quest’anno il centro estivo si svolgerà di nuovo solo a luglio: perché non tagliare alcune spese nella parte corrente (spese fisse sostenute dal comune n.d.r.) per implementare questo servizio?». «I conti tornano – commenta la consigliera Monica Camoletto – perché gli uffici li fanno tornare. Spendiamo soldi ma non si nota. Ho ospitato alcuni esponenti del mio partito, Grande Nord, in questi giorni: hanno trovato il paese sporco e mal tenuto. È una cosa che mi fa piangere il cuore». Comune a tutti e tre i gruppi è anche l’impressione che le scelte politiche di questa amministrazione siano ridotte al minimo. «C’è sempre qualcosa di esterno – nota la consigliera Maria Grazia Bigliotto – che ci obbliga a comportarci in un determinato modo. Il bilancio è volontà dei Numi e noi cittadini siamo sottoposti al Fato. L’esercizio sarà in attivo, ma si comporta passivamente. Non vedo progettualità. Forse è anche più facile tenere solo i conti a posto».