A poche ore dalla chiusura della Mostra della Ceramica di Castellamonte in città è polemica e la Lega attacca l’amministrazione comunale.

Chiusa la Mostra della Ceramica di Castellamonte

“Si è appena conclusa la 59esima Mostra della Ceramica di Castellamonte “Ceramics in love two”, ma ci chiediamo quanti Castellamontesi se ne siano accorti. Quest’anno è stata anticipata considerevolmente rispetto le passate edizioni, iniziata il 20 luglio è terminata il 4 agosto. Riteniamo che la scelta di anticipare l’evento” – commenta il Direttivo insieme ai militanti della Lega di Castellamonte – “non sia stata una mossa vincente, vista la bassa affluenza di pubblico. In realtà pensiamo che non sia necessario un particolare acume per capire che un evento culturale di questa portata, non sia saggio proporlo in un periodo dove la maggioranza delle persone è in vacanza”.

L’inaugurazione a Masino e la pubblicità

“A poco è servita – prosegue la Lega di Castellamonte – l’inaugurazione in pompa magna con personaggi politici vecchi e neoeletti, tanto meno efficace la presentazione al Castello di Masino, luogo culturalmente affascinante ma che non ha coinvolto i Castellamontesi. Inoltre – si chiede il direttivo Lega – quanto ha speso l’Amministrazione per la pubblicità della Mostra, rilevato il fatto che la stessa era un po’ carente e affidata a qualche post sui social, a cui abbiamo notato i pochi like accordati all’amministrazione stessa? Forse era più opportuno affidarsi ad esperti in comunicazione, viste le promesse del Sindaco che millantava il fatto che Castellamonte avrebbe dovuto respirare ceramica, mentre invece sentiamo solo odori provenienti dalla discarica di Vespia e dal sito stoccaggio ex Asa”.

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Una fondazione permanente

“Vorremmo dare un suggerimento come Lega di Castellamonte, sarebbe forse meglio creare una fondazione permanente, formata da un collegio di tecnici esperti in comunicazione e organizzazione per un evento così importante per il territorio, che si occupi della Mostra tutto l’anno; slegato dalle logiche politiche di Palazzo, che in diversi ambiti, a partire dai rapporti col dirigente scolastico per finire ai rapporti con l’associazionismo locale, per passare attraverso il clima di decadenza del commercio, ha deluso su tutti i fronti”.