Omicidio dei Murazzi, Cesare Pianasso: «Il caso dell’omicidio di Stefano Leo dimostra la necessità della certezza della pena: le condanne vanno scontate in galera, non a spasso».

Omicidio dei Murazzi

Il caso del brutale omicidio di Stefano Leo, il giovane sgozzato per futili motivi da un pregiudicato marocchino mentre passeggiava ai Murazzi di Torino, fa ancora discutere. Soprattutto perché l’assassino non avrebbe dovuto essere a piede libero, ma in carcere a scontare una condanna ad un anno e sei mesi, senza sospensione condizionale della pena, per maltrattamenti in famiglia.

“Quel pazzo assassino doveva stare in galera”

«E’ terribile pensare alla giovane vita che è stata spezzata per colpa di un errore giudiziario. Quel pazzo assassino doveva stare in galera e non girare armato per le vie di Torino – commenta il senatore della Lega Cesare Pianasso – E’ evidente che tra le mille urgenze che deve affrontare questo Governo, c’è anche la riforma della giustizia: dobbiamo tornare ad avere la certezza della pena, perché le condanne devono essere scontate in galera e non a spasso. Il caso dell’omicida marocchino non è poi che la punta dell’iceberg di un fenomeno troppo diffuso. Quante volte abbiamo letto o sentito dichiarazioni di poliziotti o carabinieri che si lamentano per l’ennesimo arresto di ladri e spacciatori che regolarmente vengono rilasciati dopo poche ore? Ormai i delinquenti di piccolo taglio si fanno beffe delle nostre forze dell’ordine e ciò è intollerabile. Due devono essere le direzioni di intervento: la costruzione di nuove carceri, visto che quelle attuali sono insufficienti e stra-affollate, e accordi internazionali relativi ai reclusi stranieri, di modo che vadano a scontare le loro condanne nei Paesi di provenienza».