Il polo scolastico di Pont Canavese continua a far discutere e dividere in città, dure le critiche alla maggioranza di Mauro Rolando e Massimo Motto.

Polo scolastico di Pont Canavese

Il polo scolastico di Pont Canavese continua ad essere materia di discussione, anche aspra, in paese. Le critiche proseguono, le prese di posizione ad ogni passo compiuto si sprecano. Dopo la serata, per altro poco partecipata, dove l’Amministrazione ha spiegato (o cercato di farlo…) come si sta evolvendo il progetto, a scatenare un’ulteriore ritrosia nei confronti di quanto si sta ponendo in essere è il manifesto che il sindaco Paolo Coppo e il gruppo di maggioranza ha affisso nelle ultime settimane, con i costi/benefici relativi all’opera. Un atto voluto dal primo cittadino, e già preannunciato nel corso della serata al Polivalente, proprio per cercare di far capire anche a chi non c’era cosa sta accadendo ed il perché.

La replica di Mauro Rolando

A replicare immediatamente due degli esponenti di quella linea che disapprova la realizzazione della nuova scuola. Sia Mauro Rolando che Massimo Motto, infatti, non hanno nascosto la loro piena contrarietà. «Il sindaco continua a tentare di sostenere l’insostenibile e giustificare l’ingiustificabile, esprimendo “voli pindarici” indubbiamente frutto di abile maestria, ma sterili di contenuti – il pensiero di Rolando, espresso per altro attraverso i social network – Da parte della maggioranza consigliare non è stata commissionata alcuna analisi costi/benefici, perché non sono mai stati interessati a prenderla in considerazione. L’unica analisi costi/benefici è stata commissionata dalla minoranza consigliare e la stessa ha dimostrato l’assoluta convenienza della ristrutturazione dell’esistente edificio. La relazione di un valente professionista è depositata presso gli Uffici Comunali e se ne può fornire copia ad eventuali interessati». Rolando, nelle sue considerazioni, inoltre dice: «Si sta costruendo una scuola nuova con il consenso di circa il 5% dei cittadini di Pont Canavese aventi il diritto di voto. A mio parere, mi sembra un po’ poco ed al posto del signor sindaco e della maggioranza silenziosa avrei ripensato l’opera, tanto più che, come ebbi già modo di dire durante un’occasione pubblica, ripensare alle proprie convinzioni ed eventualmente rendersi conto dei propri errori è virtù che appartiene ai grandi ed in quest’occasione avrebbero potuto dimostrarsi tali».

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Le critiche di Massimo Motto

Sui numeri interviene anche Motto, ma con un’altra analisi: «Il prossimo anno scolastico vedrà un gruppo di circa 20 (forse…) meravigliosi bimbi che frequenteranno la Prima Elementare. Purtroppo, ma è il primo enorme motivo per sostenere che la nuova scuola era l’ultima delle nostre necessità. Nel 2014, anno in cui si ipotizzò tale idea  nel nostro paese vivevano circa 400 persone in più di adesso. Eravamo 600 in più nel 2010: forse questa drammatica discesa demografica poteva e doveva far rivedere le idee e le “promesse elettorali”». Nella sua disamina, inoltre, l’ex consigliere comunale pontese aggiunge: «I soldi che c’erano in cassa, a bilancio utilizzabili per l’attuale scuola, sicuramente non avrebbero consentito di rifarla ex novo, ma sicuramente erano ultra adeguati per sistemarla al meglio per le nostre attuali esigenze demografiche, così come da sempre, per almeno  i prossimi vent’anni».

Insomma, per ora la divisione tra chi è favorevole e chi è contrario resta evidente. Una spaccatura attualmente insanabile, mentre  i lavori intanto procedono e la strada verso la realizzazione di quello che è uno dei passaggi del programma elettorale dell’attuale maggioranza (come riconosciuto anche dall’opposizione) sembra tracciata.