Dopo la maxi squalifica inflitta dalla Figc (un anno lontano dai campi) per i fatti accaduti al termine della partita che gli alladiesi hanno perso 1-0 contro il Gran Paradis, il mister dell’Agliè Valle Sacra si difende.

Agliè Valle Sacra maxi squalifica

«Sono consapevole che a certe provocazioni od atteggiamenti non bisogna reagire, ed in quello ho sbagliato. Ma voglio far capire a tutti che non sono un violento e che la squalifica che mi è stata comminata è fuori da ogni logica». Reagisce così Alessandro Succo, tecnico dell’Agliè Valle Sacra, dopo il pesantissimo stop (un anno lontano dai campi) che la Figc gli ha inflitto all’indomani della gara contro il Gran Paradis, giocata ad Aymavilles. Il mister alladiese ammette di aver reagito («Tutto è iniziato da una discussione a fine partita, come purtroppo accade molte volte. Da due calciatori si è poi estesa ad altri, con parole, spinte, strattoni, schiaffi e pugni. Io mi sono trovato in mezzo»), ma trova del tutto ingiustificate le motivazioni riportate sul comunicato della Federazione e la durata dello stop che gli è stato inflitto.

Parola alla difesa

Al suo fianco si schiera la società dell’Agliè Valle Sacra, che attraverso le parole del presidente Alessandro Zaltieri vuole specificare alcuni passaggi: «Come club siamo i primi a prendere le distanze da certi atteggiamenti. Tant’è che abbiamo deciso di sospendere Succo dal ruolo di primo allenatore, affidando l’incarico a Fabrizio Mazza della Juniores. Allo stesso tempo, però, dopo esserci confrontati ed aver ricostruito l’accaduto, siamo pronti a schierarci al fianco sia dell’allenatore, nonché di Emanuel Graziano, l’altro nostro tesserato che, sempre in maniera esagerata, è stato fermato per 5 turni». Il team canavesano ha deciso di ricorrere in appello affinché si riveda il provvedimento: «Assolutamente – dice Zaltieri – perché sono state omesse delle situazioni gravi verificatesi a fine confronto, che hanno portato a quanto successo. Questa mancanza nel referto arbitrale fa pesare tutte le colpe solo in una direzione, quando invece chi era presente ha visto e sentito tutt’altro. Ecco, allora, che con forza ribadiamo la nostra volontà di portare un memorandum completo, chiedendo di sentire le persone che erano presenti e che hanno visto tutto, e ripeto tutto, ciò che è accaduto in quegli istanti».

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Le puntualizzazioni del mister

L’allenatore dell’Agliè Valle Sacra, Alessandro Succo, calciatore prima e tecnico poi di esperienza, ci tiene a sottolineare un altro aspetto: «Sono stato additato al pari di un criminale e questo mi ha fatto senza dubbio male. Non sono un santo, ma neppure un violento come si cerca di farmi passare in questo momento. La mia è stata una reazione, non certo un atto insensato nei confronti dei nostri avversari. Ringrazio di cuore quelle persone che in questo periodo mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. Tale storia mi colpisce nel profondo, anche perché prima di essere uno sportivo sono un uomo che alle 7 del mattino va a lavorare in fabbrica e che si dà come tutti un gran da fare per essere una persona rispettabile».