Sarri Juventus inizia la conferenza stampa di presentazione di Maurizio Sarri. Con lui il direttore Fabio Paratici. In prima fila il presidente Andrea Agnelli e il vice Pavel Nedved

Le domande dei giornalisti

11.03 – Perché una trattativa così lunga? 

Paratici: “Due grandi club coinvolti e bisogna avere rispetto di entrambe le parti. Ringrazio Marina Granovskaia, grande dirigente”.

Sarri, una scelta rivoluzionaria?

Sarri: “No, non lo penso. Bisogna avere chiare sul percorso. A Napoli ho dato tutto me stesso, da bambino tifoso del Napoli. Questo mi ha portato a da re tutto a Napoli, negli ultimi mesi a Napoli ho avuto un dubbio sull’affetto che provavo e sono arrivato a pensare che ho finito. Il Napoli mi toglie il problema presentando Ancelotti. Ho offerte anche estere e accetto quelle per non passare dal club azzurro a uno italiano. Faccio un’esperienza bellissima in Premier. Poi inizio a sentore il bisogno di tornare in Italia, la Juve mi ha offerto di farlo e credo che sia il coronamento di una carriera lunghissima e difficilissima. Penso di aver rispettato tutti”.

11.07 . Che sensazione ha avuto nella chiamata della Juve?

“Sensazione forte. Società sterminata e compatta nel volermi”.

Cambio di mentalità e gioco: qual è la responsabilità che sente?

Sarri: “Abbiamo un percorso lungo davanti. Pensando all’Inghilterra l’atmosfera è diversa da quella italiana: il clima è diverso, lì intorno hai i bambini, qua no. Il nostro gioco fa più fatica perché lì il risultato è importante, ma non quanto qui da noi. Rientrano Conte, io, Gianpaolo in una grande squadra, Fonseca alla Roma, Dezerbi che io stimo molto: credo che si stia creando una bella aria frizzante”.

11.11 La Juve ha vinto 8 scudetti consecutivi: sarà giudicato per la Champions? Che si aspetta?

“Mi aspetto di vincere le partite. La mattina mi alzo per vincere. E’ chiaro che in Italia la Juve parte da favorita e ha l’obbligo dia fare bene. In Champions ha l’obbligo di partire per vincere, ma con la consapevolezza che ci sono 8-9 squadre che hanno la stessa forza e obiettivo. A livello europeo è obiettivo e sogno da tentare con ferocia”.

11.13 Giocatori e moduli…

“Non si parte dal modulo. Bisogna avere chiare quali sono i 2-3 giocatori che possono farci fare la differenza e e adeguare il modulo a loro. Sì, ho fatto 4-3-3; 4-2-3-1 ho usato. Al Chelsea il 4-3-3 era diverso da Napoli, a Londra studiato per Hazard. Partiamo dalla caratteristiche dei giocatori, quali possono fare la differenza”.

11.16 Allenare Ronaldo…

“E’ un ragazzo che ha tutti i record e mi piacerebbe incidere per fargli battere qualche altro record”.

Allenatore del potere acquisito. Ha querelato quel giornalista che lo abbinò alla Juve?

“In quel momento era una notizia priva di fondamento. Ho vissuto tre anni in cui mi alzavo la mattina con l’idea di battere la Juventus e il mio dovere morale e professionale era quello di batterla. Lo rifarei. Parlo di avversità sportiva. Ma è finita. E ora la mia professionalità mi porterà a dare tutto per questa società. A Napoli magari ho usato qualche mezzo sbagliato, ma è intellettualmente apprezzabile il mio atteggiamento”.

Traditore? Ha sentito le dichiarazioni dei giocatori di Napoli

Quello che li dici a Napoli, lo dici per convivere dove lavori, poi i messaggi privati sono di tutt’altra natura. Darò il 110 per cento. Saranno scelte tutte logiche. Ho rispettato tutti.

11.20 Domanda a Fabio Paratici: Conta sempre vincere o come si vince?

Conta vince come prima. Abbiamo cambiato né per il gioco, né per il risultato.

Che cosa le piace di essere l’allenatore della Juventus. Come sfrutterà CR7?

“I club sono fatte da persone. Li ho visto molti uniti tra di loro, compatti ed è un qualcosa di importante. Lavori per un club, sì, ma è il sentimento affettivo che ti porta a dare di più. Mi sono bastate un paio di cene per capire che sono un gruppo forte per mentalità, compattezza e questo mi piace molto. Su Cristiano Ronaldo: mi piacerebbe averne due”.

Come superare lo scetticismo?

“Arrivo con scetticismo come da per tutto. A Empoli, a Napoli, al Chelsea … tutti scettici. E ora di nuovo, anche se un po’ meno. Vengo dall’altra parte è normale che ci sia un po’ di rancore e scetticismo. C’è solo un modo: vincere e convincere. Fare un buono spettacolo, divertire e vincere”.

Dybala e Ronaldo possono coesistere? Si può vincere divertendo?

Credo che quando hai quelle capacità puoi giocare in qualsiasi ruolo, al massimo cambia come interpreti il ruolo. Sul vincere, poi, ho vinto poco è vero, penso però che l’obiettivo di divertirsi non sia antitetico dal vincere.  Mi ricordano con l’Empoli in serie A, all’esordio, mi veniva chiesto: lei pensa di salvarsi con un calcio così brillante? Lo abbiamo fatto con sei giornate d’anticipo. La storia ci dice che hanno vinto tecnici con caratteristiche opposte, squadre con filosofie contrarie, quindi … L’importante è rimanere se stesso e capacità di trasmettere le proprie idee alla squadra”.

11.28. Tuta o giacca cravatta? Vado al Palazzo a prendere il potere?

“A Palazzo per vincere lo scudetto. Era un terreno professionale, ma in quel momento rappresentavo uno dei popoli che ama di più la propria squadra. In quel periodo c’era da essere feroci su un obiettivo e siamo stati in ballo fino a a dieci giorni prima della fine del campionato. Ed eravamo belli convinti, ma il viaggio è stato stupendo. La tuta? Non abbiamo parlato di questi aspetti: in campo mi piace andare in tuta, sarà argomento di confronto l’importante che a questa età non mi costringono nulla”.

Come allenerà?

Dipende dalla caratteristiche, di giocatori a disposizione della squadra. Il Chelsea fatta di giocatori con tecnica superiore, esterni che voglio palla addosso e affrontano l’uno contro uno, ma con un calcio meno fluido. Non è che se ripeti gli stessi allenamenti viene fuori la stessa squadra, sarei un folle pensassi questo. Hai giocatori con caratteristiche ben definite e devi tenerne conto. Devi avere elasticità mentale”.

11.34 A Napoli più di un allenatore: eri il comandante. Cosa ti aspetti in Napoli – Juventus?

“In caso di razzismo è giusto fermare le partite. Il tifo napoletano è il più colpito. Quando esco dal San Paolo se mi applaudono è amore, se mi fischiano è sempre amore. Uscirò come prima, sia in un caso che nell’altro”.

11.36. Hai recitato una parte?

Ho fatto tutto quello che potevo fare. Per dovere morale. Per dovere professionale. Ho combattuto con sciabola in mano. Io mi prendo una colpa, non tutta: sono andato via dall’Italia per un anno e l’ho fatto per rispetto, vista la mia situazione famigliare. Poi mi hanno convinto in maniera forte. Poi se ci vuoi ricamare sopra, va bene, non se ne esce. Io dico quello che ho vissuto e visto. Non ho recitato nessuna parte”.

Viaggio da Ronaldo nel week end.

Io ho chiesto di parlare con due tre giocatori per condividere: non credo alle imposizioni, o meglio, lo credevo trent’anni fa. Voglio capire cosa pensano di se stessi, delle loro caratteristiche, partendo a parlare con i giocatori più incidenti nei risultati. (Paratici: Faremo tutte le valutazioni del caso)

A Paratici: Perché è stato scelto Sarri.

Il gioco non è stato centrale nella motivazione di cambiare. Scelto Maurizio perché in questo momento crediamo sia il tecnico migliore. Come lo era Allegri prima e Conte ancora prima. In questo momento il migliore per noi”.

Torna a parlare Sarri: Cosa l’ha convinta?

“Ho affinato una sensibilità con l’età e ho la capacità di capire se di fronte ho una persona di grande convinzione. La disponibilità. La convinzione. Unità di intenti. O mi sto rincoglionendo o loro sono stati capaci a creare questo feeling.

Quali i giocatori su cui punta, oltre Ronaldo?

“I giocatori offensivi sono quelli che cambiano la storia. Bisogna partire dai talentuosi: Ronaldo, Dybala, Douglas Costa che ancora non  è esploso e vedere cosa costruire intorno. Elevare la fase difensiva con loro lì davanti. Si parte da lì, dai più tecnici”.

Spazio per Higuian?

Io gli voglio bene e dipende da lui. Ma qui ci sono dirigenti preparati che seguono i ragazzi da molti anni, per cui io ascolterò molto loro, i dirigenti e mi adeguerò. Sarebbe una mancanza di rispetto se mi imponessi. Richieste? Ora vediamo, una volta che c’è l’idea più precisa: il nostro modulo e modo di giocare. Non mi piace fare richieste si nomi, ma sulle qualità sì. Io preparo le partite, quest’anno 64 match, per cui tempo di vedere giocatori non ne ho”.

Che cosa eredita da Allegri?

Allegri ti lascia un’eredità pesante: vincere tutto nei prossimi anni non sarà facile. Ha fatto un percorso straordinario. Mi piacerebbe vedere la capacità che Max ha dato: mezz’ora in difficoltà e in dieci minuti tritare una partita. Che è tanta roba: a me è successo raramente. La sua squadra anche se avevi l’impressione di averla messa sotto, poi alla fine vinceva lui.

A Paratici: Sarri da subito la prima scelta?

“Certo. Cosa gli abbiamo detto? Credo che abbia pesato il modo di essere, cosa ha “sentito” di noi”.

Integralista: cosa ne pensa?

“Integralista? No, mi sembra un po’ troppo”.

Paratici: quando l’affondo per Sarri?

“Era il nostro obiettivo. Stop”.

11.55. Cos’è il sarrismo?

“Cosa sia non lo so… L’ho letto sulla Treccani che è una filosofia calcistica. Sono sempre stato questo, io… Sono persona diretta che portano anche scontri, ma risolvibile. E il non detto che non si risolve”.

Tra i messaggi anche De Laurentis.

“No, non ho sentito il presidente. Ringrazierò sempre Aurelio che mi ha fatto allenare la squadra del mio cuore di bambino. Siamo due persone di grande carattere, di personalità. E non dirò mai i giocatori del Napoli che ho sentito, perché sono cose di natura personale. Allegri? No, non l’ho sentito. Generalmente ci vediamo a cena d’estate, ma è stato un periodo difficile, spero di avere un paio di settimane per sentire anche lui. Ma di solito è cazzeggio non parliamo di cose serie.

Ronaldo – Higuian come a Madrid?

Con Gonzalo non ho parlato, dopo la festa post finale di Baku. Ero impegnato in altro. Lui è tesserato della Juventus e avremo modo di parlarci. Può giocare con chiunque, non lo vedo un grandissimo problema. Ma dipende da lui. Secondo me ha vissuto male il post Juventus è uscito scosso e ha fatto una stagione caratterizzata dal trauma emotivo. Succede. Ma se ha una reazione ha l’età giuste per fare un paio di anni ad alti livello”.

Il famoso gestaccio …  Sarà se stesso anche qui?

“Non lo qual è lo stile Juve. Ieri sera ero a cena con loro, non ho visto tante differenze da un gruppo di amici… La mia polemica sulle maglie strisce e è una litigata con Orsato dopo Empoli – Milan. La questione del dito ho esagerato, certo, ma fu ben spiegato nel post partita: ho fatto un brutto gesto, un eccesso di reazione contro 10-20 stupidi, ma non contro i tifosi della Juventus. Se poi ci sono 10 stupidi che insultano e sputano … Certo, non dovevo reagire, ma non li ritengo tifosi della Juve”.

Bernardeschi … 

“A me piace. In Fiorentina Napoli spesi parole importanti: ha movenze da top club. Gli manca un pizzico di continuità ed è nel momento in cui deve specializzarsi in un solo ruolo.

Si è fatto un’idea dove può migliore la Juventus? Quale reparto?

“Non si tratta di incidere su un reparto o singolo giocatore. E’ chiaro che io ho un’idea di calcio diversa e devo capire quanto posso incidere al netto del risultato. La filosofia è la stessa. Capire quanto si può fare e quanto si può lasciare ai singoli calciatore. Pjanic lo vorrei vedere toccare 150 palloni. Organizzo i primi 70 metri, gli ultimi 30 non si schematizzare più, ma si lascia liberi. Ognuno squadra è come un figlio. Vediamo cosa si riuscirà a fare. Speriamo di continuare a vincere, divertendoci.”

Pogba e Rabbiot: sono obiettivi?

Due bravi giocati, uno del Manchester, gli vogliamo bene è cresciuto bene e ci ha dato tanto. Su Rabiot tante le squadre, anche noi, ma siamo anche su altri giocatori.

Alle 12, puntuale, termina la conferenza stampa.

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Sarri Juventus nella sala di Ronaldo

E’ il giorno di Maurizio Sarri. All’Allianz Stadium la Juventus presenta il nuovo allenatore, l’uomo chiamato a sostituire Max Allegri. Quasi un anno dopo il club riaccende i riflettori della sala Gianni e Umberto Agnelli, generalmente utilizzata per l’assemblea dei soci; dodici mesi fa per la «prima» di Ronaldo, questa mattina per il nuovo tecnico. Il clamore, ovviamente, non è lo stesso, o sarebbe stato pari, se al posto dell’ex tecnico del Chelsea, si fosse materializzato il sogno (per la tifoseria bianconera) di una vigilia d’estate: Pep Guardiola.

Sarri il rivoluzionario

Spazio al rivoluzionario Sarri che raccoglie un’eredità pesante: una squadra che da 8 anni domina in Italia e che in Europa insegue da 23 anni la Champions: la coppa diventata ossessione.
Fin dal primo mattino lo stadium è in fermento di addetti ai lavori, operatori Tv e giornalisti per la tanto attesa conferenza e le prime dichiarazioni dell’ex comandante del Napoli, ma di tifosi pochi, anzi, pochissimi. C’è chi sottolinea meglio nessuno che i contestatori che nel luglio del 2014 accolse Massimiliano Allegri a Vinovo. I suoi anni in azzurro, alla corte di De Laurentis, ovviamente peseranno sul suo rapporto tutto da costruire con la curva bianconera.

Curva da conquistare

Diffidenza è il «sentimento» con sui Sarri è stato accolto dal popolo juventino, vuoi per le dichiarazioni del passato (dal palazzo da conquistare alle maglie a strisce da indossare per avere un rigore) vuoi per il suo curriculum tecnico. Nel quale spicca la Uefa League vinta con i blues di Londra e il titolo in Italia di eterno secondo dietro la Juventus. Che da oggi (ufficialmente) allena. Dunque, tanti i temi a cui Sarri verrà chiamato a rispondere dalle 11 di questa mattina nel fuoco incrociato di domande sul passato (Juve-Napoli), il presente (la Champions League) e il futuro (tutto da scrivere).